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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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10 Continuando con le statistiche, concentrandoci esclusivamente sul fenomeno Internet, è possibile apprendere ancora che “…nel 1998 i paesi più industrializzati costituivano più dell’88% del traffico su Internet, anche se hanno meno del 15% della popolazione mondiale. Nel solo Nord America, che ha meno del 5% della popolazione mondiale, si trova la metà degli utenti di Internet, mentre l’Asia meridionale, con più del 20% della popolazione, ha meno dell’un per cento degli utenti Internet” 10 . Dati che non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni e che da soli smentiscono qualsiasi entusiastico commento sulla capacità di Internet di rivoluzionare il pianeta e di garantire una migliore qualità della vita per la maggioranza dei suoi abitanti. Qualità della vita che, per inciso, è talmente disastrosa nella maggior parte del mondo da rendere persino superfluo per il momento il problema dell’accesso alle reti telematiche. Infatti nel momento in cui la principale preoccupazione per molte di queste popolazioni è quella della semplice sopravvivenza, messa in discussione dalla cronica carenza dei beni primari di sussistenza, il fatto che queste siano tenute lontane dalle principali infrastrutture di comunicazione del pianeta potrebbe apparire anche irrilevante 11 . È bene però precisare che si tratta di un’irrilevanza solo apparente, poiché la creazione di questa nuova barriera non fa altro che rafforzare il divario tra i ricchi ed i poveri, ponendo i primi in posizioni ancora più privilegiate per ampliare le loro relazioni e per sfruttare le potenzialità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione, e condannando invece i secondi alla totale esclusione dall’uso di una risorsa che, più di qualsiasi altra nell’attuale fase storica, potrebbe permettere l’emancipazione individuale e collettiva 12 . Si sta facendo esplicito riferimento alla famosa tesi del knowledge gap, proposta nel 1970 da Tichenor, Donhoue e Olien secondo la quale… 10 Rifkin Jeremy (2000), op. cit., pag. 306. 11 A tale proposito si possono citare le parole di Ernesto Mezzetti durante il suo intervento dal titolo Appunti per una geopolitica dei nuovi divari: “Il villaggio metropolizzato e lo spazio non connesso”, al convegno “Comcities”, tenutosi a Bologna il 18 ed il 19 maggio del 2000: “La connessione integrale, diffusa nell’ecumene, è un’ipotesi teorica, tecnicamente possibile […] Le grandi multinazionali della comunicazione, le grandi imprese che guardano a Internet come a un mercato,sono interessate alla geografia delle aree a più alto prodotto lordo pro capite. E nelle aree in cui la maggioranza della popolazione ha redditi largamente al di sotto di quella che nell’emisfero nord è considerata la soglia di povertà, quello della connessione in rete non è certo visto come il problema prioritario”. L’intero documento può essere reperito in Internet al sito: www.baskerville.it/comcities/mezzetti.html . 12 Risulta essere abbastanza imbarazzante a tale proposito la seguente posizione trovata in un documento informativo dell’Unione Europea, reperibile in rete, intitolato “L’Europa in movimento. La Società dell’informazione”, secondo la quale “anche se finora al mondo due abitanti su tre non hanno ancora mai avuto in mano un telefono, lo sviluppo della società dell’informazione va visto come un fenomeno globale”. L’intero documento può essere reperito in Internet al sito: www.europa.eu.int/comm/dg10/publicat…ochures/move/infoeduc/infso/txt_it.html .

Anteprima della Tesi di Roberto Zarro

Anteprima della tesi: Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Zarro Contatta »

Composta da 336 pagine.

 

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