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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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11 …A mano a mano che aumenta la penetrazione dei media di informazione in un sistema sociale, i segmenti di popolazione con status socio-economico più alto tendono ad acquisire l’informazione più velocemente dei segmenti di più basso livello socio-economico, così che lo scarto di conoscenza tra questi due segmenti tende a crescere piuttosto che a diminuire 13 . Problematica acuita ancor di più dal fatto che… …L’innovazione tecnologica e le sue modalità di commercializzazione e di ingresso sul mercato, costituiscono chiaramente dei vettori che riproducono certi scarti di conoscenza che si stavano magari chiudendo in riferimento alle tecnologie comunicative più “vecchie”. La diffusione su base socialmente ristretta di una nuova tecnologia riapre la “forbice” e rilancia nuove differenze nell’acquisizione di conoscenze 14 . A sostegno dell’ipotesi che le nuove tecnologie amplino il divario tra chi già in passato era in possesso di maggiori informazioni e competenze e chi invece risultava esserne tagliato fuori troviamo, tra molti altri, anche Stefano Rodotà quando afferma che… …Diverse ricerche hanno confermato che, fino a questo punto momento, negli Stati Uniti le nuove tecnologie hanno creato nuove disuguaglianze, sì che si è segnalato il pericolo dell’emergere di una vera e propria “information apartheid” 15 . E se un simile scenario non bastasse già ad allarmare riguardo al fatto che si sta scavando un divario sempre più incolmabile tra gli “inforicchi” e gli “infopoveri” ci sarebbe, a nostro avviso, da aggiungere che rispetto al passato la mancata possibilità di accedere alle tecnologie della comunicazione risulta essere ancor più penalizzante oggi, e proprio perché in questo modo si perde l’opportunità, non solo di entrare in possesso di informazioni che potrebbero 13 Tichenor P., Donhoue G., Olien C., Mass Media and Differential Growth in Knowledge, in Public Opinion Quarterly 34, 1970, pag. 158-70, citato in Wolf Mauro, Gli effetti sociali dei media, Milano Bompiani, 1992, pag. 80. Sensibilmente diversa a tale proposito è invece l’opinione di Antonio de Lillo secondo il quale “nelle società contemporanee le disuguaglianze di tipo distributivo stanno diventando sempre meno importanti rispetto a quelle relazionali”, cosa che sembrerebbe indicare il fatto che non per forza ci sia una corrispondenza biunivoca tra le forme di povertà tradizionali e quelle recenti, legate alla diffusione delle innovazioni tecnologiche. Il passo citato è tratto da De Lillo Antonio, Nuove generazioni e strumenti telematici, in Catanzaro Raimondo e Ceri Paolo (a cura di), Comunicare nella metropoli, Torino Utet-Telecom, 1995, pag. 65. 14 Wolf Mario (‘92), op. cit. pag. 82. 15 Rodotà Stefano, Tecnopolitica, Roma Laterza, 1997, pag. 91. Sono molto interessanti, a tale proposito, i dati riportati nella stessa pagina dalla quale è stato tratto il passo sopra citato, e che si riferiscono ai risultati di una ricerca della Rand Corporation che ha coperto il decennio 1984-1993.
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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Zarro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alessandro Rovinetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 336

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