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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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14 Senza pretendere naturalmente di citare gli innumerevoli interventi che testimoniano quanto detto ci limitiamo a riportare una definizione del termine “società dell’informazione” presente nel Libro Bianco dell’Unione Europea presentato nel dicembre del ’93 dall’allora presidente della Commissione Europea Delors, e nel quale per la prima volta a livello ufficiale compare in un documento europeo il riferimento a questa nuova realtà: A new "information society" is emerging in which the services provided by information and communications technologies (ICTs) underpin human activities 23 . Una definizione che sottolinea, a livello istituzionale, quanto ormai i servizi di informazione e di comunicazione siano necessari per sostenere le attività umane in generale. Siamo di fronte insomma ad una sorta di paradosso: se da un lato tutti, indistintamente, sottolineano in maniera sempre più marcata l’importanza fondamentale del bene informazione ed il fatto che solo nel momento in cui si può avere accesso alle moderne reti tecnologiche di comunicazione si evita il rischio di essere tagliati fuori da un circolo virtuoso di relazioni e di risorse che potrebbe scaturire dall’uso di queste, dall’altro emerge lampante il dato secondo il quale in realtà la maggioranza della popolazione mondiale, ed anche quella dei paesi definiti sviluppati, non dispone di alcuna possibilità di collegamento alla nuova infrastruttura comunicativa tanto esaltata. Viene da chiedersi allora se l’informazione, o più generalmente l’accesso alle nuove tecnologie comunicative, debba essere considerato una sorta di bene pubblico del quale tutti dovrebbero poter usufruire 24 , e se di conseguenza ci si sia attivati a livello istituzionale per garantire una sorta di servizio universale in questo ambito. 23 White Paper on growth, competitiveness, and employment: The challenges and ways forward into the 21st century, Brussels 5-12-93. 24 E’ questa la posizione di tantissimi teorici e tra loro di Rifkin che afferma: “Nell’economia delle reti […] dove l’integrazione in una relazione è il cardine intorno a cui ruota l’organizzazione delle attività, la libertà ha un significato affatto differente: inclusione e accesso – non autonomia e possesso – sono gli indici più importanti della vita dell’individuo. In questo nuovo contesto la funzione dello Stato è quella di garantire a ciascuno il diritto individuale ad accedere alle infinite reti […] attraverso cui gli uomini interagiscono, comunicano, gestiscono le attività economiche e creano cultura.” Il passo citato è tratto da Rifkin Jeremy (2000), op. cit., pag. 319.

Anteprima della Tesi di Roberto Zarro

Anteprima della tesi: Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Zarro Contatta »

Composta da 336 pagine.

 

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