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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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2 Senza voler anticipare quello che sarà il nostro percorso è necessario però accennare al fatto che si aderirà in questo scritto al pensiero di quanti postulano che solo un uso delle tecnologie telematiche che si porrà come primo obiettivo quello di dare spazio a discussioni argomentate e che tengano conto della diversità delle posizioni, nel rispetto dei tempi fisiologici necessari perché una discussione acquisisca una certa ricchezza e complessità, prima che, eventualmente, se ne possano trarre delle conseguenze pratiche, può essere ritenuto un approccio valido affinché la rivoluzione tecnologica in corso possa realmente avere degli effetti positivi ed allargare la partecipazione collettiva ai discorsi di pubblico interesse. Avremo modo di apprendere nel corso del lavoro che tra i tanti nomi attribuiti a questo tipo di approccio ne esiste uno coniato da uno studioso italiano, Stefano Rodotà, che è quello di “democrazia continua”. Questo termine sarà scelto anche da noi, per parlare nel prosieguo del lavoro di questa filosofia di fondo, con l’idea che esso, forse più di altri, è capace di sintetizzare molto efficacemente in una così semplice formula la complessità della posizione da noi adottata e privilegiata. Effettuata questa scelta sarà poi nostro dovere chiederci se alla semplice teorizzazione del concetto di “democrazia continua” siano poi succediti dei tentativi di applicazione pratica di questo, e se questi abbiano effettivamente soddisfatto le premesse e le aspettative di un simile approccio. Come vedremo si individuerà nelle esperienze di “community netwoking” il tentativo più ambizioso e allo stesso tempo completo di realizzazione di un simile ideale. Dopo che si sarà cercato di definire che cosa si intenda con questo termine, ed in cosa consistano effettivamente gli utilizzi delle nuove tecnologie telematiche che possono essere annoverati in questa categoria, si cercherà di gettare uno sguardo sul corpus delle esperienze di “community networking” accumulatesi fino ad oggi. Come è abbastanza facile intuire anche solo dal termine utilizzato poc’anzi, è chiaro che la nostra analisi comincerà dal contesto nordamericano, e questo è in un certo senso scontato, visto che è in quel continente che si è diffuso, prima che altrove sul pianeta, l’uso delle reti telematiche, e che, tra i vari utilizzi che ne sono stati fatti, si sono sviluppate anche le prime iniziative di “community networking”. Interessandoci a queste iniziative avremo inoltre modo di scoprire che, anche se tutte possono essere incluse nella categoria generale sopra indicata, è possibile scorgere all’interno del corpus delle diverse esperienze una serie di sottoclassi e di modelli, differenti per singoli aspetti tra di loro.

Anteprima della Tesi di Roberto Zarro

Anteprima della tesi: Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Zarro Contatta »

Composta da 336 pagine.

 

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