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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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3 Anche in questo caso si cercherà di analizzare gli elementi che caratterizzano e differenziano gli specifici modelli, ma, al contrario di quanto sarà stato fatto nella seconda parte del lavoro, non si privilegerà nessuno specifico modello, indicandosi in una specie di forma ibridata che sappia racchiudere in sé gli elementi più positivi delle singole categorie, la formula ritenuta da noi maggiormente appropriata. Lo studio continuerà poi spostandosi ad analizzare quanto è accaduto e tutt’ora sta accadendo nel nostro Paese, e tra gli elementi che emergeranno ci sarà anche una piacevole sorpresa nello scoprire che, contrariamente alla tendenza generale che vede l’Italia decisamente in ritardo rispetto agli altri paesi occidentali nell’uso delle nuove tecnologie, in questo campo possiamo vantare il fatto di essere all’avanguardia nell’intero contesto europeo, e che talvolta quello che è stato fatto da noi eguaglia i risultati ottenuti negli stessi Stati Uniti. Apprenderemo così che la formula italiana di “community networking” che ha avuto maggiore successo e che più si è diffusa è quella delle “reti civiche”, ossia dell’utilizzo degli strumenti telematici radicato in specifici contesti locali ed in special modo nelle città, per lo più promosso dalle Pubbliche Amministrazioni deputate al governo delle città stesse. Sarà abbastanza facile scorgere un’analogia di fondo tra le reti civiche e le città, tanto che sono in molti a teorizzare, e noi con loro, che la “rete civica” deve tendere infine a divenire una vera e propria riproduzione virtuale della città, e soprattutto di una sua idea come spazio pubblico di incontro e di interazione tra le diverse anime che la popolano e la arricchiscono. Dall’analisi dell’esistente in Italia, che sarà fortemente aiutata da una serie di rapporti su questo fenomeno stilati da uno dei più importanti centri di ricerca statistica italiana, si cercherà quindi di capire se e quanto, al momento, “le reti civiche” stiano favorendo l’affermarsi di quell’ideale di “democrazia continua” da noi ritenuto come l’uso delle nuove tecnologie che più di tutti potrebbe rendere maggiormente democratiche le nostre società. E, naturalmente, ci si interrogherà anche sulle prospettive future di questo fenomeno emergente, eppur già così radicato nell’intero panorama nazionale, alla ricerca di quelli che ci paiono essere i punti più problematici per una evoluzione delle “reti civiche” che permetta la piena affermazione concreta della “democrazia continua”, ed allo stesso momento cercando di scorgere quelli che invece ci paiono essere i segnali più positivi che, se opportunamente considerati, potrebbero permettere la realizzazione di quanto in questo studio si auspica. Esaurita l’opera di monitoraggio sull’intero territorio nazionale stringeremo ancor di più il fuoco della nostra ricerca, interessandoci da vicino ad un’esperienza singola di “telematica civica” italiana. Ci occuperemo della “rete civica” Iperbole, di Bologna, innanzitutto perché essa è da più parti indicata come l’iniziativa maggiormente all’avanguardia all’interno del

Anteprima della Tesi di Roberto Zarro

Anteprima della tesi: Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Zarro Contatta »

Composta da 336 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.