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Tv e minori - il nuovo codice di autoregolamentazione

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6 Nel 1989 La Convenzione Onu per i diritti del fanciullo pose con forza il problema all’attenzione internazionale: l’articolo 17 si occupava dei mezzi di comunicazione e sanciva il diritto del bambino a non essere danneggiato da essi 5 . In Italia, sin dall’inizio degli anni Novanta, la linea fu quella di affidare la tutela dei diritti dei minori davanti alla Tv a un Codice di autoregolamentazione. Si trattava di una soluzione che avrebbe potuto apparire una sorta di escamotage, che affidava la soluzione del problema alla coscienza e responsabilità individuale delle emittenti firmatarie, vincolandole al rispetto di norme che esse stesse avevano sottoscritto, ma allo stesso tempo evitava bene qualsiasi forma di censura, che sarebbe stata per di più anticostituzionale. Un primo Codice venne sottoscritto dalle emittenti private nel 1993, seguito successivamente da un documento di più ampia portata, il Codice di autoregolamentazione del 1997, meglio noto come “Codice Prodi”. Allo stesso tempo i diritti dei minori hanno trovato in primo riconoscimento legislativo, sia nelle leggi che hanno regolato il sistema radiotelevisivo (la 223/90 e la 249/1007) sia in disposizioni normative nate sulla spinta di alcune direttive europee. Quanto ai programmi di informazione, la categoria giornalistica si è dotata di numerosi codici deontologici, a partire dalla Carta dei Doveri del Giornalista, fino alla Carta di Treviso, ma in essi oggetto della tutela sono i minori in quanto oggetto dell’informazione, cioè nel caso specifico della televisione, solo i minori in Tv e non i minori davanti alla Tv. Lo stesso per quanto riguarda le norme sulla privacy, stabilite dalla legge 675 del 1996 e sottoscritte dai giornalisti nel Codice relativo al trattamento dei dati personali. Di tutti questi documenti e norme, che costituiscono i “precedenti” dell’attuale Codice, ci occuperemo nel primo capitolo, per poi giungere all’argomento di nostro specifico interesse: il Codice di autoregolamentazione sottoscritto il 29 novembre 5 Art.17:<<Gli Stati parti riconoscono l’importanza della funzione esercitata dai mass media e vigilano affinché il fanciullo possa accedere a una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali e internazionali varie, soprattutto se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale nonché la sua salute fisica e mentale. A tal fine, gli Stati parti: a) incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità sociale e culturale per il fanciullo e corrispondono allo spirito dell’art. 29; b) incoraggiano la cooperazione internazionale in vista di produrre, di scambiare e di divulgare informazioni e materiali di questo tipo provenienti da varie fonti culturali, nazionali e internazionali; c) incoraggiano la produzione e la diffusione di libri per l’infanzia; d) incoraggiano i mass media a tenere conto in particolar modo delle esigenze linguistiche dei fanciulli autoctoni o appartenenti a un gruppo minoritario; e) favoriscono l’elaborazione di principi direttivi appropriati destinati a proteggere il fanciullo dalle informazioni e dai materiali che nuocciono al suo benessere […]>>
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Informazioni tesi

  Autore: Simona Buonomano
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Giornalismo
Anno: 2001
Docente/Relatore: Giuseppe Breveglieri
Istituito da: Università Luiss
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

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