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Un Corpo Altro - Il perturbante delle trasformazioni corporee nel cinema

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14 E’ un’operazione che consiste nel far vivere allo spettatore la storia rappresentata in maniera predeterminata sfruttando la sequenza di inquadrature che limita il campo visivo a ciò che si vuole venga visto. Lo spettatore si lascia guidare senza difese in questo mondo di scorci già decisi, si abbandona alla trama tessuta dal regista e dall’editor e da essa si lascia fascinare. Questa riflessione ci permette di introdurre un costrutto fondamentale in psicoanalisi dell’arte: la coscienza dell’illusività. E’ un fenomeno che interessa sia l’artista che il fruitore. I protagonisti della dinamica artistica cedono il passo alla finzione permettendo alla coscienza di abbandonare le sue stasi. La coscienza dell’illusività è una sorta di negazione preventiva che concede ai contenuti rimossi di inserirsi senza danno apparente sia nel processo di creazione che di fruizione. Emozioni occultate dall’Io trovano nell’arte un ambiente protetto per esprimersi liberamente. Queste emozioni possono avere valenze edoniche differenti. Nel caso del perturbante gli affetti liberati sarebbero “repellenti e penosi” (Freud, 1919). Nel processo secondario dello spettatore si insinua uno squarcio che lascia l’Io indifeso di fronte alla rappresentazione come avviene in maniera netta negli eventi traumatici in cui la capacità di elaborazione dell’individuo viene meno. Quel che Freud tralascia però in questa appassionante analisi è “il sotterraneo legame del perturbante con il piacere” (Carotenuto, 1997) . L’inquietudine scatena una costellazione di sentimenti negati accompagnati da un’ambigua attrattività che crea un equilibrio dinamico tra godimento e repulsione. In questa dinamica la coscienza dell’illusività ha un ruolo basilare. “La questione del piacere legato a questa particolare esperienza del perturbante –l’esperienza ‘protetta’ della finzione letteraria- è connessa alla possibilità data all’Io di controllare e dominare il fantasma. Qualsiasi esperienza ‘penosa’, se vissuta con la garanzia di uscirne indenni, è già di per sé ‘diletto’” (Carotenuto, 1997). Quest’appunto è fondamentale per il nostro lavoro: le opere cinematografiche che prenderemo in considerazione sono per alcuni aspetti decisamente perturbanti, ma allo stesso tempo dotate di un fascino speciale.
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Un Corpo Altro - Il perturbante delle trasformazioni corporee nel cinema

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Informazioni tesi

  Autore: Renato Barucco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Gabriella Maria Gilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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