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Donne e mafia

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11 Da questo punto di vista torna utile l’ipotesi di un collegamento tra le modificazioni del ruolo sociale femminile e la diversa qualità dei comportamenti criminali delle donne. Questa ipotesi tuttavia suggeriva anche un aumento quantitativo della criminalità femminile, dato questo non confermato dalle statistiche dell’ISTAT, dove vi è una presenza numerica costante di donne in diminuzione fino al 1994. (Fonti: ISTAT. Statistiche giudiziarie, Ministero di Grazia e Giustizia ). Si è rilevato dunque che è soprattutto una donna giovane ad essere criminalizzata e lo è soprattutto per reati contro il patrimonio e lo Stato, mentre le donne anziane sembrano meno esposte alla criminalità se non in piccola percentuale per reati contro la famiglia e la persona. La diminuzione della presenza di donne dopo i 40 anni può essere messa in relazione con la specificità del ruolo femminile. Le donne nella fascia che va dai 35 ai 50 anni svolgono una funzione fondamentale nella famiglia, sia nell’ambito di socializzazione dei figli che nella gestione produzione di risorse. Questo dato,da un lato evidenzia che tali donne sono più stabili e meno esposte alla devianza, dall’altro suggerisce un’attenzione maggiore da parte delle strutture di controllo verso le donne più giovani.

Anteprima della Tesi di Lidia Renta

Anteprima della tesi: Donne e mafia, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lidia Renta Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.