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Il tribunale del riesame

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6 lo stesso, essendo in attesa di giudizio, non può essere equiparato ad un soggetto colpevole, nei cui confronti cioè, è intervenuta una sentenza definitiva di condanna. Da ciò deriva che le restrizioni di libertà ante iudicatum non possono rappresentare un’anticipazione provvisoria della sanzione penale applicabile, in seguito all’intervento della sentenza di condanna, ma soltanto strumenti processuali giustificati dall’esistenza di un pericolo per il procedimento penale e per la società 4 . Da ciò possiamo ricavare come le due norme costituzionali suddette siano strettamente connesse e costituiscono il combinato disposto disciplinante il bilanciamento tra l’ interesse del singolo alla libertà personale e l’ interesse collettivo al regolare svolgimento del processo per assicurare un sistema giudiziale efficace. La presunzione di non colpevolezza è posta dal costituente a difesa della libertà personale, che è inviolabile fino al momento in cui verrà emanata la sentenza di condanna. Peraltro, l’art. 13 Cost. presenta una formulazione generica in quanto non permette una compiuta delimitazione dei criteri e delle situazioni identificabili negli interessi che, prevalendo sulla libertà personale, ne autorizzano la restrizione prima della formazione di un giudicato penale di condanna, provocando, così, una lacuna nel sistema, comunemente nota come “vuoto di fini” 5 . Ciò, si traduce in una più ampia autonomia del legislatore ordinario nella predisposizione delle norme d’attuazione del disposto costituzionale. I suddetti principi hanno acquisito un’importanza fondamentale, anche al di là dei nostri confini, grazie al riconoscimento internazionale dovuto all’approvazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma nel novembre del 1950, e del Patto internazionale sui diritti civili e politici firmato a New York nel dicembre del 4 Pierro, il giudicato cautelare, Torino 2000, p. 27 ss. rileva come dall’art. 27 primo (“La responsabilità penale è personale“) e secondo comma si desume, in materia di misure cautelari,”la personalizzazione dell’ accertamento” in quanto, essendo decisioni prese “rebus sic stantibus” subiscono un mutamento naturale in seguito al cambiamento dei presupposti che ne hanno giustificato l’ emanazione temporanea. Pertanto, eventuali norme, che prevedessero presunzioni legali assolute intorno alle ragioni della limitazione della libertà, risulterebbero costituzionalmente illegittime, dovendo le esigenze cautelari esser oggetto di una valutazione specifica, in base, cioè, alla posizione dell’imputato, e successivamente rivedibile in qualsiasi momento. In questo modo l’esercizio del potere coercitivo è commisurato alla situazione di fatto esistente. 5 Espressione utilizzata per la prima volta da Elia, Le misure di prevenzione tra l’ art. 15 e 25 della Costituzione, in Giur. Cost. 1964, p. 938; Pierro, op. cit. p. 22.

Anteprima della Tesi di Lucia Marinelli

Anteprima della tesi: Il tribunale del riesame, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucia Marinelli Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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