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L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario

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CAP I - Elementi della filosofia concorrenziale comunitaria 3 ad economia di mercato 5 e, forse per questa ragione, il futuro assetto economico della Comunità Europea non fu mai messo in discussione. Lo stesso TCE infatti, nella Parte Prima, definendo i Principi fondanti la Comunità, chiarisce così all’art. 4.1 (ex art. 3.a): “Ai fini enunciati all'articolo 2, l'azione degli Stati membri e della Comunità comprende, alle condizioni e secondo il ritmo previsti dal presente trattato, l'adozione di una politica economica che è fondata sullo stretto coordinamento delle politiche degli Stati membri, sul mercato interno e sulla definizione di obiettivi comuni, condotta conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza”. 6 Questa valutazione, gravida di conseguenze pratiche, concretizza anche una convinzione, quella che il metodo concorrenziale sia in assoluto il migliore al fine di ottenere efficienza, innovazione e prezzi bassi che a loro volta portano ad un’efficiente allocazione delle risorse e ad un innalzamento del tenore di vita 7 . Il binomio concorrenza-efficienza è in effetti profondamente radicato nell’ottica dell’economia di mercato in cui la concorrenza “si presenta come strumento socialmente efficiente di allocazione: essa assicura che le risorse disponibili siano impegnate nel modo più efficiente e, garantendo che ogni bene pervenga a chi lo valuta di più e ne può trarre il massimo di soddisfazione individuale, assicura altresì, la massima soddisfazione netta complessiva” 8 . 5 “The original member states of the Community, and those which joined later, have mainly market economies, as opposed to the centrally planned economies of socialists countries”, in L. Ritter, W.D. Braun, F. Rawlinson, EC Competition Law. A Practitioner’s Guide, Kluwer Law International, The Hague 2000, 2 nd Edition, p. 13. Se infatti prima della seconda Guerra mondiale le legislazioni europee erano ispirate al controllo da parte dello stato, “il criterio post-bellico fa invece perno sulla nozione della cosiddetta pianificazione privata dell’economia, ponendo la libera concorrenza qualer strumento di salvaguardia degli interessi del consumatore e dello sviluppo del progresso tecnologico. Questo mutato orientamento ideologico può definirsi, almeno entro certi limiti, una conseguenza dell’evoluzione che ha caratterizzato il sistema economico dei principali paesi europei nel periodo posteriore alla II guerra mondiale”, in G. Bernini, Un secolo di filosofia antitrust. Il modello statunitense, la disciplina comunitaria e la normativa italiana, CLUEB, Bologna, 1991, p18. 6 inoltre, si notino anche gli artt. 4.2 e 105 TCE 7 D. Hildebrand, op. cit., p. 9 8 F. Denozza, Antitrust: leggi antimonopolistiche e tutela dei consumatori nella CEE e negli USA, il Mulino, Bologna 1988, p 17

Anteprima della Tesi di Gian Franco Chianale

Anteprima della tesi: L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gian Franco Chianale Contatta »

Composta da 408 pagine.

 

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