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L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario

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IV imprese, timorose di un proibizione che pareva ai loro occhi scontata, presero a notificare in massa i loro accordi alla Commissione 4 , generando di fatto una situazione paradossale: la Commissione, da un lato, non riusciva a far fronte al numero esagerato di notifiche di accordi spesso per nulla lesivi sul piano degli effetti concorrenziali e, dall’altro, si trovava nella totale impossibilità di mettere in pratica una politica pro-attiva, nei confronti di quelle intese che, proprio perché gravemente restrittive della concorrenza, non le venivano notificate. Indaffarata su cose spesso futili, senza risorse quando c’era da fare sul serio: poteva esser descritta così la situazione nella quale versava la Commissione. A spingere per una riforma tout court concorse poi il mutamento del contesto entro il quale le regole di concorrenza dovevano essere applicate: la Comunità europea non era più nemmeno lontana parente di quella di fine anni cinquanta, così come diversissimo era il sistema internazionale circostante. I membri, a seguito di diversi processi di allargamento, stavano per raggiungere quota 25, il che avrebbe sicuramente posto ulteriori problemi ad un’enforcement accentrato delle regole di concorrenza. La cultura della concorrenza si era ormai radicata anche all’interno degli stati membri, potendo le autorità ed i giudici contare su una costante giurisprudenza della Corte, sulla pratica della Commissione e su di un corposo numero di atti di soft law (comunicazioni, pareri). Infine, l’obiettivo del mercato comune era ormai stato praticamente raggiunto: la Commissione avrebbe così finalmente potuto e dovuto perseguire obiettivi di efficienza, anche perché era ciò che l’incipiente globalizzazione dell’economia richiedeva alle sue imprese. Furono dunque questi i fattori che portarono la Commissione a una riforma globale della sua politica di concorrenza, ad una svolta di inizio millennio del diritto comunitario della concorrenza che in effetti ha ribaltato tutti i precedenti orientamenti. Da un punto di vista sostanziale, la Commissione, nel disciplinare i rapporti verticali ed orizzontali fra le imprese, ha adottato il metodo dell’analisi economica, stando attenta a valutare i reali effetti che gli accordi possono avere sul 4 Poiché questo le avrebbe mese al riparo dalle ammende. La pratica della notifica inoltre, veniva usata dalle imprese per bloccare i procedimenti avviati per via nazionale: sarebbe infatti bastato un atto della Commissione che testimoniasse la sua volontà di agire ex. 81, par. 3 che le autorità nazionali si sarebbero trovate prive di ogni potere
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L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario

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Informazioni tesi

  Autore: Gian Franco Chianale
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Giuseppe Porro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 408

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