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Il design nell'azienda, l'azienda nel design. Il caso Kartell.

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3 Cominciò a diffondersi la tendenza a spendere meno per le generazioni future e di più per le esigenze del presente e questa fu un’evoluzione di grande portata, in quanto fino ad allora era consuetudine tramandare di padre in figlio i beni domestici come simbolo di prestigio e onore della famiglia. L’invecchiamento dei beni era sinonimo di prestigio e la loro accumulazione e perpetuazione nel tempo era una pratica che garantiva la trasmissione dell’onore dalle generazioni precedenti a quelle successive. Il soggetto di consumo si concretizzava nella famiglia, non nel singolo. Nel nuovo sistema sociale instaurato dalla regina, avido di beni per affermare il proprio status, non ci si poteva accontentare che il prestigio venisse dall’antichità dei beni e si assistette ad un rovesciamento di prospettiva. L’eredità familiare cessò di essere una garanzia e il nuovo, il moderno assunse il ruolo principale sulla scena dei consumi. Nasce così il fenomeno della moda. Per quanto riguarda i cambiamenti avvenuti all’interno della comunità locale, anche questi furono di grande importanza. Prima della rivoluzione attuata da Elisabetta I, la nobiltà rappresentava per la servitù e i subordinati in generale la garanzia per la loro sopravvivenza perché dai nobili proveniva il denaro che poi si sarebbe in parte riversato, tramite l’offerta di servigi, sui componenti della comunità sulla quale il nobile esercitava il proprio potere. Ma dopo l’esplosione dei consumi a corte e il conseguente allontanamento dei nobili dalle loro proprietà, anche questo legame, che sembrava immutabile, venne stravolto. La ricchezza dei nobili era destinata alla dispendiosa rincorsa ai favori della regina e i subordinati ne beneficiarono sempre meno. Ne conseguì anche uno sfasamento dei valori che fino ad allora erano condivisi riguardo al consumo. Nobiltà e subordinati appartenevano a classi sociali diverse, ma fino ad allora erano entrambe concordi nel giudicare quali beni conferivano prestigio e quali no. Ora invece i nobili spendevano per possedere oggetti sempre nuovi con la stesso orgoglio e la stessa convinzione, se non maggiori, con la quale fino a poco prima esponevano in casa l’antico candelabro ereditato dalla nonna. Nasce così la prima divisione della società in diverse dimensioni del consumo, le quali si sono ripetutamente moltiplicate determinando l’evidente complessità che caratterizza le tendenze del consumo dei nostri giorni.
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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Calabrò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Gabriele Prof. Qualizza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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