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La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa

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12 partiti “laici” non si diedero per vinti, e le loro istanze si concretizzarono nella presentazione di un progetto di legge, sottoscritto da La Malfa e da vari deputati di altri partiti. Si tratta dell’unica iniziativa legislativa sulla normativa delle confessioni diverse dalla cattolica. Deve però essere considerata una sorta di “provocazione”, avente il fine di sbloccare lo stato di inattuazione dell’art. 8, 3°comma della Costituzione. Con il documento si cercava, come risulta dalla stessa relazione 23 , di fare luce su di un elemento fondamentale per consentire alle intese di operare in concreto: la procedura. Altro fine della proposta era quello di abrogare la legge sui culti ammessi. Operazione non facile, tenendo conto dei dubbi sulla possibilità di abrogare quelle norme in mancanza di un’intesa con le confessioni interessate. Si tentò di risolvere il problema facendo discendere l’abrogazione direttamente dalle norme costituzionali (in particolare artt. 2, 3, 8, 17, 19, 20, 21). L’abrogazione non voleva investire la legge nel suo complesso 24 , si adottò così una tecnica di “ritaglio” di disposizioni della normativa del 1929-30, che verrà riproposta anche dopo l’apertura della “stagione delle intese”. La procedura era così concepita: costituzione di una commissione presieduta da un magistrato e formata da due rappresentanti del Parlamento e da uno ciascuno del Ministero dell’interno e di quello della giustizia, nonché dalle rappresentanze confessionali, designate in conformità ai rispettivi statuti; stesura da parte della commissione di un accordo scritto, bilateralmente convenuto e impegnativo tra le parti; presentazione da parte del Governo del progetto di legge, “in conformità dell’accordo raggiunto” al Parlamento. Era chiara la 23 [...] alle dette intese non si è potuto ancora dare inizio, mancando precise disposizioni che ne stabiliscano le procedure. Camera dei deputati, II legislatura, proposta di legge n. 2432 “Sull’esercizio dei diritti di libertà religiosa e sulla regolamentazione dei rapporti correnti tra lo Stato e le confessioni religiose diverse dalla cattolica”, annunziata il 21 luglio 1956. 24 L’art. 2 (erezione in ente morale degli istituti dei culti) e l’art. 6 (possibilità di dispensa dall’insegnamento religioso cattolico nelle scuole pubbliche) della legge 1159; e l’art. 12 (equiparazione dei fini di culto a quelli di beneficenza e di istruzione) del R. d. 289/30 non erano considerati contrastanti con l’ordinamento costituzionale.

Anteprima della Tesi di Paolo Anti

Anteprima della tesi: La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Anti Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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