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La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa

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3 Il progetto di legge era già pronto e fu anche sottoposto all’attenzione del moderatore della Tavola valdese che lo giudicò soddisfacente 10 . L’ultimazione del progetto per poco non coincise con la firma dei Patti lateranensi: il governo fascista voleva controbilanciare le concessioni fatte alla Chiesa cattolica con una normativa valida per gli altri culti. Analogamente a quanto avverrà nel 1984, quando la revisione concordataria sarà seguita a pochi giorni di distanza dalla firma della prima intesa, quella con la Tavola valdese. La l. 24 giugno 1929, n. 1159, “Disposizioni sull’esercizio dei culti ammessi nello Stato e sul matrimonio celebrato davanti ai ministri dei culti medesimi”, non era scevra di elementi rispondenti alle richieste degli interessati. Oltre all’uso dell’espressione: “culti ammessi” era stata accolta con soddisfazione la possibilità per i ministri dei diversi culti di celebrare matrimoni riconosciuti dallo Stato. Sebbene le nomine dei ministri di culto dovessero essere sottoposte al vaglio del Ministero della giustizia e degli affari di culto prima e, come vedremo, del Ministero dell’interno poi, si deve sottolineare che il sistema della legge del 1929 non prevedeva il riconoscimento del “culto” in quanto tale, ma solo degli “istituti”, vale a dire degli enti esponenziali della confessione. E l’art. 3 consentiva il riconoscimento ministeriale anche ai ministri di culti i cui enti non fossero riconosciuti ai sensi dell’art. 2. Cosa importante se si considera che molte confessioni religiose non accettano di essere oggetto di un riconoscimento statale in quanto tali. La lettera della legge era positiva per le confessioni interessate anche in altri punti, ad esempio dove affermava che “la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici ed alla ammissibilità alle cariche civili e militari” (art. 4), o dove si riconosceva piena libertà di discussione in materia religiosa (art. 5), o infine nella concessione della possibilità di dispensa dai corsi di istruzione religiosa nelle scuole pubbliche (art. 6). La nuova legge 10 J.P. Viallet, La Chiesa valdese, Torino, Claudiana, 1985, pp. 124-125.

Anteprima della Tesi di Paolo Anti

Anteprima della tesi: La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Anti Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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