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La transizione economica del Kazakistan

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13 Chardara sul Syr Darya al confine con l’Uzbekistan e il lago artificiale di Karatomarsk sul fiume Tobol. 1.1.2. Conseguenze ecologiche della gestione sovietica dell’ambiente Il Kazakistan, in misura maggiore rispetto a tutte le repubbliche ex- sovietiche ha subito gli effetti della sperimentazione e dello sfruttamento russo che rappresentano una pesante eredità ambientale difficile da gestire. In quanto fornitore di materie prime, l’ambiente kazako è stato danneggiato dall’impatto dell’industria estrattiva (come le miniere di rame a cielo aperto e l’estrazione di petrolio e carbone nella zona del Mar Caspio) e dell’industria pesante che hanno inquinato le falde acquifere e l’acqua potabile, ora di pessima qualità per la forte concentrazione di piombo e di altri metalli pesanti Le conseguenze più catastrofiche si sono manifestate nella zona del poligono nucleare di Semipalatinsk e con il prosciugamento del Lago d’Aral a causa della coltivazione del cotone. Il Lago d’Aral si trova in una depressione del Bassopiano Turanico, è alimentato dai due fiumi più importanti dell’Asia Centrale, l’Amu Darya e il Syr Darya, che sorgono rispettivamente dai monti del Pamir e da quelli del Thien Shan. La somma dei due bacini idrografici ricopre una superficie di circa 1,9 milioni di Km² in sei stati diversi. In Kazakistan la maggior parte dei fiumi si esauriscono in deserti o in depressioni naturali, non fanno quindi parte del considerato bacino del Lago d’Aral. Prima del 1960 il livello del lago era abbastanza stabile, la superficie era di circa 66.000 Km² e il volume delle acque di 1.060 Km³, l’apporto d’acqua dei due fiumi (47-50 Km³/anno), i flussi provenienti dalle falde

Anteprima della Tesi di Giulia Caldana

Anteprima della tesi: La transizione economica del Kazakistan, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giulia Caldana Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.