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Le istituzioni politiche ed amministrative nel Regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1860

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16 La legislazione era in parte comune (p.es. “il Codice per lo Regno delle Due Sicilie”, che conteneva le leggi civili, commerciali, penali e processuali), in parte distinta (nelle materie amministrative), per le due parti del Regno. Dal 1849, a seguito dei moti dell’anno precedente, furono istituite due distinte Consulte per la consulenza giuridico-amministrativa del Governo e due Gran Corti de’ Conti, l’una in Napoli, l’altra in Palermo, consessi che esercitavano altresì la giurisdizione amministrativa, rispettivamente per i domini di qua e di là del Faro. L’ordinamento giudiziario conservava l’esistenza di due Corti Supreme di Giustizia (di Cassazione), in Napoli ed in Palermo. Per concludere, può dirsi che le istituzioni e le leggi della monarchia borbonica, tra il 1815 ed il 1860, non furono altro che la rielaborazione di quelle introdotte da Giuseppe Bonaparte e da Gioacchino Murat in quel periodo (1806-1815) che gli storici meridionali amano chiamare il “Decennio” e che nei testi ufficiali borbonici è definito di “occupazione militare”. Si deve a quel periodo l’introduzione del “Codice Napoleone”, principale fonte del “Codice per lo Regno delle Due Sicilie”, l’eversione della feudalità, l’organizzazione delle intendenze e delle amministrazioni locali, l’istituzione del contenzioso amministrativo, l’ordinamento giudiziario. Fu propria di quel sistema, però, la rigorosa osservanza del principio della divisione dei poteri dello Stato, finché non si riunirono al vertice nel Capo dello Stato. Il Regno delle Due Sicilie, dopo il 1815, può quindi definirsi una proiezione della Francia napoleonica più di quanto contemporaneamente non fosse la stessa Francia.

Anteprima della Tesi di Paolo Spagnuolo

Anteprima della tesi: Le istituzioni politiche ed amministrative nel Regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1860, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Spagnuolo Contatta »

Composta da 215 pagine.

 

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