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Identità e diritti delle minoranze etniche in Messico: la Costa Chica di Oaxaca e Guerrero

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13 Anche il sesso dei negri da importare fu un punto centrale della partita che si giocò oltreoceano: infatti al principio della tratta furono divise quasi equamente le presenze dei due sessi, in modo da favorire una notevole riproduzione nella stessa terra americana, e solo in seguito il numero delle donne venne ridotto a circa un terzo delle importazioni totali, a causa della loro minore forza lavorativa e dalla conseguente maggiore difficoltà ad essere vendute. Vi era anche una dimensione illegale del commercio, che di fatto non permette di quantificare il numero effettivo di uomini introdotti a lavorare nei campi e nelle miniere messicane. Era questo un vero e proprio contrabbando di esseri umani, che eludeva i controlli della “Casa de contratacion” di Siviglia, istituita nel 1503 e che mediante il “patto coloniale” controllava tutti prodotti che provenivano e si dirigevano verso la colonia. I dazi applicati dalla corona verso questo traffico umano erano abbastanza cari, e in più la rotta delle navi negriere era sensibilmente più lunga, dovendo fare scalo nel porto di Siviglia, con relativo aumento di spesa, rischi sul mare e morte di schiavi durante il trasporto a causa delle inumane condizioni del viaggio. I porti del Messico recitarono, e recitano tutt’oggi, un ruolo importante per il popolo africano, aiutandoci a capire i flussi e gli spostamenti coatti nel paese di queste genti: il maggiore porto negriero fu sicuramente Veracruz, sull’oceano Atlantico 19 , che godette del monopolio coloniale per quasi un secolo, fino all’istituzione degli scali di Pánuco e Campeche. Tuttavia è facile capire come fino a quando anche l’ultimo luogo non fu abilitato a ricevere negri (e mercanzie, ovviamente), il contrabbando fu favorito e prosperò impunemente. La rotta compresa tra Veracruz e Città del Messico, chiamata “camino de Europa”, venne integrata ad una nuova via commerciale, fortemente voluta da Hernán Cortés e il mercante Juan De Sala a partire dal 1523, il “camino de Asia”, che correva dall’attuale capitale fino all’oceano Pacifico, nella baia di Acapulco; esisteva cosi un percorso via mare e terra dalla Spagna fino all’Asia. Proprio l’asse Veracruz-Acapulco è un interessantissimo dato geografico, utile per leggere la storia ma anche il presente delle minoranze etniche afrodiscendenti che si incontrano in Messico: infatti proprio a ridosso dei due porti tutt’oggi sono concentrati i nuclei maggiori di popolazione nera. 19 Si veda la mappa del Messico in Appendice.

Anteprima della Tesi di Giampietro Marfisi

Anteprima della tesi: Identità e diritti delle minoranze etniche in Messico: la Costa Chica di Oaxaca e Guerrero, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Giampietro Marfisi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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