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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio - I casi di Milan e Inter

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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio: i casi di Milan e Inter Simone Cometti 150540 In Italia invece è la Federazione Ginnastica ad organizzare per prima delle gare di football. Il gioco cominciò a diffondersi in centri come Udine, Ferrara, Alessandria, Livorno, Spezia, Cuneo, Savona. Il 15 marzo del 1898 viene costituita a Torino la federazione Italiana del Football: vi aderiscono inizialmente il Genoa, il F.C. Torinese, l’Internazionale e la Società Ginnastica Torinese. Nel 1905 la Federazione si affilia alla Fifa, l’ente mondiale del calcio varato l’anno prima, e annuncia per il campionato successivo l’adozione di una nuova formula rispetto a quella – ristretta e abbastanza pionieristica – adottata sino a quel momento: eliminatorie locali seguite da un girone finale con partite di andata e di ritorno. Risale ai primi decenni del 1900 la nascita e il consolidamento di alcune fra le principali società calcistiche in tutt’Italia, chiamate a contrastare il predominio delle formazioni di Milano, Torino e Genova: a Palermo, a Firenze, a Lucca e Pisa, a Roma, a Bologna (nel 1909), a Modena e Monza (nel 1912), a Padova (1913), a Verona. A Milano nel 1908 un gruppo di soci dissidente del Milan forma l’Internazionale, a Torino nasce l’omonima formazione (1906), sin dall’inizio con l’obiettivo dichiarato di competere con lo strapotere della Juventus. Nel 1908 viene fondata la Pro Vercelli, formazione che impresse al gioco del calcio una fortissima spinta propulsiva sul piano dell’organizzazione e del metodo in campo, tanto addirittura da esercitare un suo incontrastato predominio con la vittoria di tutti i campionati disputati dal 1908 al 1913, con la sola eccezione del 1910. Nel 1913 la Federazione cominciò a sperimentare la formula del campionato a girone nazionale, avviando quel processo di “unificazione geografica” che progressivamente avrebbe attutito le distanze organizzative ed agonistiche fra i più forti club del Nord e quelli – più giovani e, spesso, meno ricchi – del Mezzogiorno. «Da quel lontano campionato del 1913 – osserva Antonio Ghirelli (op. cit.) – la formula del girone nazionale si è andata gradualmente evolvendo e ha assicurato al gioco del calcio una benemerenza che non si può esagerare ma neppure ignorare. In un paese come il nostro, la cui unità è avversata da circostanze di ogni genere, il campionato di calcio ha contribuito beneficamente ad avvicinare gli italiani delle più lontane regioni, a farli viaggiare, a far conoscere loro la bellezza e i peccati della nostra terra. Gli eccessi di campanilismo, che hanno causato perfino episodi di criminalità, sono da considerarsi conseguenza sia pure deplorevole, di antichi 5 pregiudizi». Il processo di unificazione, lento e difficile, visse momenti di alterna fortuna, frenato in parte dagli eventi bellici della prima guerra mondiale, per poi riprendere vigore nel dopoguerra e giungere al suo logico epilogo al termine della stagione calcistica 1928-1929. Negli ultimi due anni la formazione dei gironi, superata la ripartizione geografica delle squadre fra Nord e Sud, era stata fatta in base alla classifica della stagione precedente. Nell’estate del ’29 la Federazione eliminò le prime otto squadre di ciascun 5 Ibidem. 7
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Informazioni tesi

  Autore: Simone Cometti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Emilio Pucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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