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Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti.

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7 Adrienne Monnier e Sylvia Beach. Le loro due librerie, luogo di transito e a metà tra la strada e l’abitazione, in quanto le due abitavano sopra le attività stesse, rappresentarono una sorta di chambre magique per molte personalità influenti all’epoca. Uno dei libri che raccoglie le memorie di Adrienne Monnier porta proprio il nome di “Rue de l’Odeon”, quasi a voler sottolineare un luogo preciso spaziale e temporale. In realtà i confini dell’Odeonia spaziavano ben oltre e facevano di questo posto un luogo mitico e immortale nei ricordi di coloro che lo vissero nella sua essenza più profonda. Jacques Prévert ricordando la Monnier e la sua libreria regala parole poetiche: “Adrienne Monnier ètait comme un jardinier, et dans la serre de la rue de l’Odéon où s’épanuoissaient, s’échangaient, se dispersaient ou se fanaient les idées en toute liberté, en toute hostilité, en toute promiscuité, en toute complexité, souriante, émue et véhémente, elle parlait de ce qu’elle aimait: la littérature. Et est pour cela que, traversant la rue de l’Odéon, beaucoup entraient comme chez eux, chez elle, chez les livres. » 1 Personaggi come la Monnier, la quale diede alla sua libreria e ai suoi frequentatori una grandissima e costante attenzione, come un giardiniere cura la sua serra, diventano i veri costruttori di una memoria storica e culturale, come Aleida Assmann spiega nella sua opera Ricordare : “Oltre alle sintesi totalizzanti della storia oggi esistono memorie diverse, in parte tra loro contraddittorie, che rivendicano il diritto del riconoscimento sociale e la messa in luce di personaggi come i mediatori.” 2 La Monnier regnava su questo universo parallelo da vera regina della letteratura e delle spezie, ella associava il cibo terrestre a quello spirituale, e confondeva il piacere letterario a quello del palato. Nel suo quaderno accanto ai libri venduti durante la giornata si trova, talvolta, qualche lista della spesa ( gruyère, saucisses, beurre…) 3 , a voler dimostrare quanto fossero necessarie e vitali le due cose nella sua vita. Lei stessa lo afferma autodescrivendosi nelle sue memorie: “ Mademoiselle Monnier parle lentement, d’une voix un peu chantante. Est-elle française? Son visage rond et coloré pourrait etre celui d’une flamande. Elle en a la nature aussi, à la 1 Adrienne Monnier, Rue de l’Odéon, Albin Michel, Paris, 1982, p.12. 2 Aleida Assmann, Ricordare, il Mulino, Bologna 2000, p.34 3 Documenti IMEC (Institut pour la mémoire des ècrivains contemporains), 9 Rue Bleue, 75009 Paris.

Anteprima della Tesi di Azzurra Lugari

Anteprima della tesi: Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti., Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Azzurra Lugari Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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