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Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti.

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9 In ogni caso la nostra piccola grande “nonne des lettres” non fu mai veramente quel che si suol dire una rivoluzionaria, sebbene accolse più volte i surrealisti nella sua libreria non provò mai una sana simpatia per André Breton e neppure tentò di capire la rivoluzione surrealista: “Quand le Manifeste du surréalisme parut, en 1924, je fus presque émerveillée par la reussite de l’ouvrage. Maintenant encore, ce manifeste m’apparait encore comme un des chefs-d’œuvre de la satire… » 7 . Pungente e ironica nei confronti dei surrealisti, completamente snob in quelli di Proust e Celine, i quali non furono proprio considerati dalla Monnier, che, senza essere titubante, optava per Jules Romains piuttosto che per il grande genio proustiano. Non si può comunque tralasciare, che la Monnier era stata l’amica e la sostenitrice di tanti intellettuali avanguardisti dell’epoca, aiutò Walter Benjamin a fuggire dai nazisti, accolse in casa sua Gisèle Freund, fu grande amica di Rilke, Bryher, o ancora di Apollinaire e più tardi di Artaud. E ancora fu una delle prime a collaborare con scrittori latino-americani, a promuovere il loro pensiero in Francia, e a tradurre le loro opere nella rivista letteraria da lei fondata, le Navire d’Argent. Non in ultima istanza, rese possibile la traduzione di una delle opere più scandalose e censurate di quegli anni, L’Ulysses di James Joyce, anche se…la sua decisione fu forse incoraggiata, o almeno consigliata da qualcun altro. La pioniera d’America la chiamavano alcuni dei suoi amici, Sylvia Beach, che con il suo spirito frizzante e fantasioso rallegrò non poco gli abitanti di questo villaggio mitologico. La Beach, appena trasferitasi in Rue de l’Odeon con la sua libreria, (quando aprì infatti si trovava in una laterale, rue Dupuytren), fieramente disse “ So Shakespeare and Company in 1921 moved to the Rue de l’Odéon and Americanized it; and very very French though Adrienne was, we did our best to annex her, too.” 8 Nutrita di fervore religioso, pragmatismo e determinazione, ma anche di un forte istinto e di sensibilità artistica, Sylvia era partita alla scoperta dell’Europa già in età adolescienziale, mescolando quindi l’esperienza 7 Adrienne Monnier, Rue de l’Odéon, op, cit, p.65. 8 Sylvia Beach, Shakespeare and Company, University of Nebraska Press, NY, 1991, p.61

Anteprima della Tesi di Azzurra Lugari

Anteprima della tesi: Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti., Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Azzurra Lugari Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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