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La diversità nei diversi modi della narrazione: dalla fiaba al cinema

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9 D.A.R.Y.L.3 (“data analyzing robot youth lifeform”), protagonista del film di Simon Wincer che, anticipando l’intuizione di Spielberg, propone il tema del “dramma interiore” del bambino- robot. Entrambi non riescono ad accettare la loro identità e lottano per ottenere l’amore della madre. La madre di Daryl si lamenta della perfezione del suo bambino: Daryl è il primo della classe, è dotato di un’intelligenza straordinaria, è sempre buono con tutti, non dice mai una brutta parola (sembrerebbe il sogno di qualsiasi madre) ma Daryl è anche un bambino che non scoppia mai in lacrime, né in un’esplosione di gioia! Egli è diverso dai suoi coetanei: non chiede mai aiuto, sembra conoscere già ogni cosa! E’ “umano” il senso di vuoto e di inutilità che prova la madre, essendo stata deprivata del suo ruolo e ferita nel suo bisogno narcisistico di dover essere importante. La donna vorrebbe poter qualche volta rimproverare il figlio, insegnargli il modo in cui comportarsi, aiutarlo a crescere e correggere i suoi errori! Ma Daryl è una macchina e una macchina non sbaglia mai! L’unico “difetto” che rende la macchina imperfetta e, quindi, in qualche modo umana, è la capacità di soffrire! Alla domanda: “che ‘cosa’ sono?” , posta da Daryl al suo “creatore”, egli stesso non sa rispondere…Daryl soffre…: qualcosa, forse, comincia a cambiare! 3 D.A.R.Y.L.: USA 1986; durata: 96 min.; regia: Simon Wincer; titolo originale: D.A.R.Y.L.; sceneggiatura: David Ambrose, Jeffrey Ellis, Allan Scott; fotografia: Frank Watts; musica: Marvin Hamlisch; distribuzione: Paramount Pictures; cast: Marybeth Hurt, Michael Mckean, Barret Oliver, Kathryn Walzer, Colleen Camp, Josef Sommer, Steve Ryan.

Anteprima della Tesi di Felicita Dell'Aquila

Anteprima della tesi: La diversità nei diversi modi della narrazione: dalla fiaba al cinema, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Felicita Dell'Aquila Contatta »

Composta da 257 pagine.

 

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