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La ''gente comune'' nella televisione italiana: da pubblico a protagonista dei programmi

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2 1 – Rapporto tra pubblico e televisione degli anni ‘50 1.1 – Cenni storici e motivi della diffusione del mezzo televisivo La nascita della televisione italiana risale al 1954. Inizialmente viene accolta dalla società come uno strumento poco utile, che avrebbe ottenuto uno scarso apprezzamento da parte del pubblico, ma non è stato affatto così per due motivi fondamentali 2 : la situazione storico-economica del Paese e la curiosità nei confronti di un nuovo mezzo di comunicazione. Analizziamoli separatamente. In quel periodo il mondo occidentale esce dal più grande conflitto bellico della storia dell’umanità ed ha bisogno di qualche cosa che esprima concretamente la voglia della gente di divertirsi, di consumare, di avere esperienze con qualche novità. Gli anni ’50 si sono contraddistinti per una discreta prosperità economica, che induce i cittadini a consumare. Infatti nelle fabbriche vengono introdotte le prime catene di montaggio: con questo nuovo sistema la produzione sale a livelli mai raggiunti fino ad allora e grazie alla superproduzione, i prezzi dei prodotti scendono drasticamente, garantendo al mercato una maggiore possibilità di scelta. L’unico strumento capace di far assorbire dai consumatori ciò che viene prodotto in una quantità così grande, è la pubblicità (in onda con Carosello), apprezzata dal pubblico, che si sente "coccolato" da tanto benessere. Andando oltre l’aspetto legato alla prosperità economica, e passando all’analisi della seconda causa della diffusione della televisione, gli italiani degli anni ’50 sono affascinati da quel nuovo mezzo in quanto esso è in grado di portare direttamente a domicilio nuove forme di spettacolo e di intrattenimento (il telequiz, le cronache sportive, il varietà, gli sceneggiati televisivi…), generando un cambiamento all’interno della vita sociale: la gente inizia ad uscire meno da casa, a frequentare sempre più raramente le sale cinematografiche, e ad accompagnare con il mezzo televisivo alcune azioni legate alla sfera del privato e del quotidiano (come l’essere a tavola). Inizialmente la fruizione è collettiva, ma appena possibile la televisione si diffonde in tutte le case, complice il costo piuttosto accessibile dell’apparecchio. 2 Cfr. F. COLOMBO, La cultura sottile. Media e industria culturale in Italia dall’Ottocento agli anni Novanta, Bompiani, Milano 2000

Anteprima della Tesi di Salvatore Lo Presti

Anteprima della tesi: La ''gente comune'' nella televisione italiana: da pubblico a protagonista dei programmi, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Salvatore Lo Presti Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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