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La ''gente comune'' nella televisione italiana: da pubblico a protagonista dei programmi

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4 1.2 - La “gente comune” nei varietà e nei quiz televisivi Lo spettacolo di varietà, il programma principe della categoria dell'intrattenimento, ha origini storiche legate alla nascita della televisione nei primi anni '50; in esso sono presenti elementi quali la gara di abilità, il gioco, la conquista di premi in denaro, la musica, il ballo, gli ospiti e un pubblico che partecipa. Su questo ultimo elemento è possibile iniziare ad evidenziare l’esistenza di un duplice ruolo 3 : in primo luogo la funzione coreografica, mantenutasi invariata nella storia di buona parte dei varietà televisivi italiani, affidata al pubblico presente in sala. Esso ha il compito di fornire le “istruzioni per la visione” agli spettatori che seguono il programma da casa: non una parola dunque, ma solo applausi, risate (molto spesso non spontanee) ed esibizione del proprio coinvolgimento nella scena del programma. L’apparente marginalità dei compiti assolti dal pubblico in sala rappresenta di fatto uno degli ingredienti essenziali per l’efficacia di ogni performance, costituendone il polo di destino. Inoltre, se proviamo a pensare ad un varietà televisivo senza il calore del pubblico in studio né il suo coinvolgimento (seppur limitato), sicuramente non otterremmo lo stesso effetto di uno spettacolo pieno di applausi, urla e risate, elementi fondamentali per trasmettere agli spettatori da casa il ‘clima’ delle emozioni vissute dal pubblico presente in sala. Le telecamere inquadrano così le “facce” giuste al momento giusto, adottando accorgimenti quali la ripresa in primo piano dei volti di persone comuni del pubblico mentre sorridono e si divertono. Già a partire dai primi anni di televisione italiana, possiamo riconoscere a fianco di questa tipologia di pubblico un'altra modalità di coinvolgimento della gente comune nei programmi: è il caso della partecipazione di persone ‘qualsiasi’ ai primi quiz televisivi in qualità di concorrenti in cui riconoscere, pertanto, un ruolo attivo nella costruzione stessa del testo. Uno dei programmi che ha segnato la storia del quiz televisivo italiano è Lascia o raddoppia?. La prima puntata ufficiale viene trasmessa giovedì 26 novembre 1955 in prima serata, condotta da Mike Bongiorno. La formula del programma è abbastanza semplice: i concorrenti, esperti in una sola materia, partendo da una quota di 2.500 lire e 3 Cfr. A. MANZATO, Lo spettatore televisivo, in F. COLOMBO, R. EUGENI, Il prodotto culturale, Carocci, Roma 2001, pp. 283 sgg.

Anteprima della Tesi di Salvatore Lo Presti

Anteprima della tesi: La ''gente comune'' nella televisione italiana: da pubblico a protagonista dei programmi, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Salvatore Lo Presti Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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