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Irpinia storia e memoria del terremoto

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18 2.4) Un giornalista In quel periodo ero il responsabile di un settimanale, “Cronache di Potenza”, che è uscito per diversi anni. Domenica 23 novembre ero in redazione, in un piccolo appartamento di Porta Salza. Tutto ha cominciato a ballare; non avevo ancora realizzato che potesse trattarsi del terremoto fino a quando una gigantografia di Mirò, posta sulla parete di fronte a me, piombò sul pavimento. Non ebbi il tempo di pensare, così mi catapultai giù per le scale in pietra, ripide, difficilissime da praticare. Le strette pareti sembra volessero schiacciarmi. Ero terrorizzato. Aprii la porta d’ingresso, di fronte a me la chiesa di Santa Lucia e una macchina, una Giulia color verde, parcheggiata proprio davanti al suo ingresso. La scena fu allucinante. Il palazzo di rimpetto la chiesa venne giù con un frastuono inverosimile e sommerse letteralmente una macchina. Incredibilmente si accesero i fari della vettura e io pensai che all’interno ci potesse essere qualcuno. Rimasi impietrito. Deglutii a fatica. Alcune pietre catapultarono sulle mie scarpe: istintivamente rientrai e chiusi la porta, mi feci il segno della croce e rimasi immobile per qualche istante. Fu un’eternità. Non so perché ebbi la brillante idea di risalire “semplicemente” per prendere l’autoradio e spegnere le luci…in quei momenti il cervello è completamente in tilt! Respirai profondamente, riacquistai lucidità e corsi a verificare le condizioni dei miei cari. Ero angosciato dal pensiero di quello che avrei potuto trovare. C’erano tutti, grazie al cielo. Mancava all’appello mio figlio più grande, il quale era scappato via per trovare rifugio sotto un arco sicuro. Dovevo portare al sicuro la mia famiglia e così trovammo ricovero nella casa di campagna di un amico. A quel punto sentii il dovere di andare in Rai, attaccarmi al telefono, impugnare il microfono della radio e comunicare all’Italia il terribile evento. Lavorai tutta la notte al ritmo delle scosse di assestamento. La stanza da cui trasmettevo era senza finestre. Se durante la scossa si fosse bloccata la porta non avrei avuto via d’uscita, ma cercavo di non pensarci. Il lavoro fatto in radio si è rivelato prezioso, fondamentale: fummo gli unici ad avere garanzia della funzionalità delle linee telefoniche e per questo fungemmo da ponte tra tutte le zone colpite in regione e gli aiuti provenienti

Anteprima della Tesi di Stefano Ventura

Anteprima della tesi: Irpinia storia e memoria del terremoto, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Ventura Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.