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Ufficio Stranieri: una umanità professionale nascosta

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11 oppure offre consolazioni e affetto quando ci sono delle difficoltà gravi, con grande probabilità un tale soggetto avrà un atteggiamento positivo verso i problemi concreti inerenti alla vita lavorativa, nei quali tenderà ad impegnarsi con slancio e al massimo. Ciò può essere definito anche in termini di innalzamento del “livello di aspirazione”[ Lewin1969] nel senso che la positiva conclusione di uno sforzo, e la relativa approvazione sociale stimolano il soggetto a proporsi dei compiti sempre più impegnativi e interessanti. Al contrario, la frequenza di insuccessi e un ambiente sociale negativo e ipervalutativo porteranno il soggetto ad abbassare il livello qualitativo delle proprie mete, e ad adeguarsi a situazioni professionali non impegnative. Ciò viene poi riconfermato anche dalle ricerche inerenti all’atmosfera familiare condotti da Baldwin, Kalhorn e Brasse[1945], i quali individuarono una correlazione positiva assai forte tra comportamenti inadeguati dei bambini all’ingresso della scuola materna e tipo di ambiente familiare; nel senso che climi di vita autoritari e reazionari limitavano lo sviluppo creativo e diminuivano la resistenza emotiva alle reali difficoltà di inserimento in un nuovo ambiente. Successivamente, è stata compiuta una ricerca su un campione di 84 famiglie di classe operaia attraverso interviste strutturate fatte ai genitori. Dalla prima analisi dei dati risalta ancora una volta l’importanza del clima familiare per la genesi della motivazione alla scelta scolastica o professionale dell’adolescente. Si è visto che per esempio, atteggiamenti educativi centrati su richieste di autonomia e di elevata partecipazione da parte dei genitori creano le circostanze adatte perché nei ragazzi si definisca una elevata motivazione alla realizzazione personale, che si traduce in scelta a lungo termine come quelle di elevata scolarizzazione. Se invece gli atteggiamenti educativi sono incentrati sulla protezione, sulla richiesta di comportamenti dipendenti e formali prevalgono nel ragazzo prospettive temporali brevi e una spinta verso l’acquisizione immediata di beni materiali e di rapido consumo. In questo caso, emerge chiaramente che le scelte di una scolarizzazione breve, possono essere sostituite da una scelta professionale precoce, considerata come la prospettiva più adeguata della realizzazione di sé, e come elemento conclusivo “necessario”, di un itinerario che ha ricevuto progressive conferme sia nel periodo scolastico, sia in famiglia.

Anteprima della Tesi di Silvia Iacopini

Anteprima della tesi: Ufficio Stranieri: una umanità professionale nascosta, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Silvia Iacopini Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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