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La libera circolazione degli sportivi

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La libera circolazione degli sportivi 7 Con riferimento all’ipotesi dei lavoratori che vogliano trasferirsi in un altro Stato membro per esercitare il proprio diritto alla libera circolazione, la Corte di giustizia ha affermato che l’art. 39 del Trattato CE vieta, in primo luogo, la sussistenza delle «norme nazionali che impediscano ai lavoratori di lasciare il proprio Paese d’origine»; in secondo luogo, la stessa norma vieta quelle «disposizioni che dissuadano i lavoratori dal farlo», anche qualora si applichino «indipendentemente dalla cittadinanza dei lavoratori interessati» (17) . La disciplina della libera circolazione dei lavoratori è stata precisata poi nel reg. 1612/68 e nella dir. 68/360: il primo ha esteso il contenuto dell’art. 39 del Trattato CE anche al coniuge, ai discendenti ed agli ascendenti a carico del lavoratore: a tali soggetti, dunque, sono garantiti gli stessi diritti spettanti ai lavoratori; la seconda, invece, ha inteso specificare gli aspetti formali connessi al diritto di ingresso nel territorio di un altro Stato membro. Il diritto di soggiorno è concepito in collegamento con l’accesso al posto di lavoro e non dovrebbe quindi essere utilizzato unicamente per cercare lavoro. Allo scadere di un periodo di tre mesi, termine considerato sufficiente per trovare un impiego, esso deve comportare il rilascio di un titolo (diverso dalla carta di soggiorno degli stranieri extra-comunitari) denominato “carta di soggiorno del cittadino di uno Stato membro della Comunità” (art. 4, dir. 68/360), da rilasciarsi su presentazione del documento di identità in forza del quale l’interessato ha varcato la frontiera e di una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro o di un attestato di lavoro. Il rilascio è automatico e la carta è valida per almeno cinque anni ed è automaticamente rinnovabile anche se l’interessato ha perduto il lavoro. Oltre all’opera legislativa, occorre citare la rilevante giurisprudenza della Corte di giustizia, in particolare la pronuncia seguita al caso Van Duyn (18) , che ha affermato l’applicabilità diretta della libertà di circolazione sin dalla fine del periodo transitorio, conclusosi nel 1964. La Corte di giustizia ha poi sottolineato che alla carta di soggiorno menzionata nella dir. 68/360 va attribuito un carattere “puramente dichiarativo”, in quanto «il diritto di soggiorno è acquisito dal lavoratore in forza delle disposizioni del diritto comunitario, indipendentemente dal rilascio, da parte della competente autorità dello Stato membro, di un permesso di soggiorno» (19) . 17 Sentenza 26 gennaio 1999, causa C-18/95, Terhoeve, in Raccolta, 1999-I, p. 345 ss. 18 Sentenza 4 dicembre 1974, causa C-41/74, Van Duyn, in Raccolta, 1974-I, p. 1337 ss. 19 Sentenza 27 settembre 1989, causa C-9/88, Lopez de Veiga, in Raccolta, 1989, p. 2989 ss.

Anteprima della Tesi di Emanuele Tosi

Anteprima della tesi: La libera circolazione degli sportivi, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Emanuele Tosi Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.