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La libera circolazione degli sportivi

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La libera circolazione degli sportivi 9 Pur avendo ricevuto un’offerta di lavoro da una società francese (l’Olympic Lille), al signor Heylens non venne riconosciuto il proprio diploma da parte della “Commissione per le equivalenze dei diplomi”. Nonostante il mancato riconoscimento non fosse stato motivato, il sindacato di categoria degli allenatori di calcio (UNECTEF) lo citava, unitamente ai dirigenti della società che lo aveva ingaggiato, dinanzi al Tribunale di Lille. Avendo dubbi sulla compatibilità della normativa francese con le norme sulla libera circolazione dei lavoratori, il Tribunal de Grand Istance di Lille sospendeva il giudizio finché la Corte di giustizia si fosse pronunciata sulla seguente questione pregiudiziale «se il fatto di porre come requisito per esercitare l’attività retribuita di allenatore di una compagine sportiva (art. 43, legge 16 luglio 1984, n° 610) il possesso di un diploma francese o di un diploma straniero riconosciuto equivalente da una commissione che decide con parere motivato, e avverso il quale non è contemplato nessun specifico gravame, costituisca, in mancanza di una direttiva che si applichi a detta attività, una limitazione della libera circolazione dei lavoratori di cui agli artt. 48 e 51 del Trattato CE». Per rispondere a tale questione, la Corte di giustizia sosteneva che l’art. 39 del Trattato CE attuava, per quanto riguardava i lavoratori, il principio fondamentale sancito dall’art. 3, lett. c, del Trattato CE, secondo cui, ai fini enunciati all’art. 2, l’azione della Comunità importava l’eliminazione, tra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi. A tale proposito, la Corte di giustizia richiamava la sua precedente giurisprudenza (21) . Sul merito della vicenda Heylens, la Corte di giustizia si è espressa, sostenendo che «[…] la libera circolazione dei lavoratori costituisce uno dei principi fondamentali della Comunità, che la mancanza di direttive non osta a che questo principio abbia efficacia diretta nell’ordinamento giuridico degli Stati membri e che il requisito relativo al possesso dei diplomi, costituendo un ostacolo per l’esercizio della libertà di stabilimento, deve essere legittimo e quindi giustificato da situazioni di necessità e deve essere interpretato restrittivamente […]. Tale diritto è conferito individualmente a qualsiasi lavoratore della Comunità». 21 Sentenza 7 luglio 1976, causa 118/75, Watson, in Raccolta, 1976, p. 1185 e ss.

Anteprima della Tesi di Emanuele Tosi

Anteprima della tesi: La libera circolazione degli sportivi, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Emanuele Tosi Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.