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Habit Persistence e Equity Premium Puzzle: un'applicazione del modello di Campbell e cochrane al caso Europeo

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9 Il modello di Campbell e Cochrane. Campbell e Cochrane, nel loro lavoro "By force of habit :a consumption-based explanation of aggregate stock market behavior" (1999), utilizzano una nuova metodologia di analisi. Gli autori non fanno un'analisi di serie storiche con l'intento di risolvere il puzzle ma strutturano un modello che fa perno sull’habit e replica molte caratteristiche delle serie storiche finanziarie. L'utilizzo degli habits nello studio del consumo affonda le sue le dice nei primi anni '80. Deaton e Muellbauer (1980), Constantinides (1990), Ryder e Heal (1973) e Sundaresan (1989) ne hanno gettato le basi teoriche descrivendo quel comportamento psicologico tale per cui la ripetizione continua di uno stimolo diminuisce la percezione dello stimolo stesso da parte dell'individuo e ne modifica il modo di reagire. L'idea generale della formazione dell'habit è che l'utilità del consumatore è influenzata dal consumo corrente relativamente allo "stock di habit" predeterminato dal consumo. Gli autori specificano l'habit in modo esogeno. In tal modo esso viene fatto dipendere dalla storia del consumo in termini aggregati (come Abel (1990) e Duesenberry (1949)) e non dal consumo passato. Così è possibile semplificare l'analisi e eliminare quei termini della utilità marginale per i quali maggior consumo oggi aumenta le abitudini di domani. Le aspettative razionali vengono mantenute. Diversamente da Ferson e Constantinides (1991) in questo caso l'habit reagisce lentamente in risposta al consumo. Questa peculiarità fa si che ci sia una bassa mean reversion nel rapporto di price dividend, prevedibilità del rendimento di lungo periodo e persistenti movimenti nella volatilità. Le ipotesi fondamentali del modello sono: • una crescita esogena del consumo governata da un processo log-normale i.i.d. che ha stessa media e varianza dei dati storici; • una funzione di utilità che dipende non dal livello di consumo, ma da quanto il consumo si discosta dall'habit; • un tasso di interesse privo di rischio costante. L'ultima ipotesi, suscettibile di critica, non risulta essere particolarmente restrittiva. È possibile complicare il modello ipotizzando un tasso privo di rischio variabile ma il valore aggiunto che si ha nella descrizione dell'importanza degli habits è molto marginale. L'attenzione alla funzione di utilità degli agenti è motivata dall'esigenza di aumentare la

Anteprima della Tesi di Michele Nubile

Anteprima della tesi: Habit Persistence e Equity Premium Puzzle: un'applicazione del modello di Campbell e cochrane al caso Europeo, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michele Nubile Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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