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L'Influenza Mediatica nella Pena di Morte

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Introduzione 5 Introduzione Il tema della pena di morte è sempre di palpitante e viva attualità; attorno ad esso si concentrano tanti problemi e riflessioni tanto da farne una delle questioni più difficili di cui discutere e su cui prendere una decisa posizione. Il dibattito sulla pena di morte è, quindi, ben lontano dall’essersi esaurito, persino all’interno delle società contemporanee, anche in quelle più ricche e avanzate. Finora non sono emersi argomenti definitivi, tanto meno dimostrazioni fondate scientificamente, né a favore dei fautori né a favore degli abolizionisti. Al contrario di quanto si crede comunemente, stando almeno a quanto si legge sugli scritti internazionali, la tradizione del pensiero occidentale è stata, per secoli, favorevole alla pena di morte, come mostrano le posizioni di grandi filosofi quali Platone, Kant, Hegel e Schopenauer. Con l’avvento dell’Illuminismo, l’avversione alla pena di morte comincia a farsi consistente ed è italiano il paladino più agguerrito della causa abolizionista: Cesare Beccaria, autore del trattato Dei delitti e delle pene. Data la straordinaria mole di opere scritte su questo argomento, dal Cinquecento ad oggi, si è ritenuto necessario ripercorrere nel primo capitolo il pensiero degli Intellettuali più illustri e rappresentativi, partendo da Tommaso Moro, primo scrittore del Cinquecento che prende posizione contro la pena di morte, arrivando ad Albert Camus, scrittore esistenzialista contemporaneo. Con Camus si sottolineano le convinzioni degli abolizionisti della pena capitale che marcano un netto confine con le tesi dei fautori, minuziosamente esposte nel secondo capitolo in cui si è cercato di

Anteprima della Tesi di Adriana Abbamonte

Anteprima della tesi: L'Influenza Mediatica nella Pena di Morte, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Adriana Abbamonte Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

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