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L'Influenza Mediatica nella Pena di Morte

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Capitolo I: “Gli Intellettuali e la Pena di Morte”. 8 alla Legge Divina ed allora non c’è più alcun limite e nessuno ostacolo, perché tale deroga sarà sempre ottenuta ogni qualvolta la società la ritenesse necessaria. Questo ragionamento ha un suo fondamento etico, trascendente e spirituale che si sviluppa nell’asserire che la società non può togliere la vita, perchè della vita nessuno (né l’individuo né la società) ha la disponibilità. Tutto il discorso di Moro contro la pena di morte parte da questo convincimento profondo e da questa base umanisticamente cristiana: “ogni uccisione disposta ed ordinata dalla legge umana diventa un assassinio, perchè viola il precetto divino” 2 . Con queste parole egli analizza e commenta tutta l’enormità e l’inutilità delle pene che vengono applicate per ogni reato. Moro non crede nella pena in quanto tale, ma è un fervente sostenitore del suo scopo educativo asserendo che non bisogna distruggere una vita umana, ma “forzarla” a diventare buona ed a risarcire con il lavoro il danno arrecato. Su questa strada l’autore traccia le linee di un sistema penale che ha come ulteriore principio la rieducazione del ladro mediante l’impiego di lavori di utilità sociale. Dunque proprio quest’ultimo principio, sorretto da quello del precetto Divino, costituirà la base intorno a cui si discuterà per negare allo Stato il diritto di uccidere. Infatti unicamente con questa “utopica” prospettiva vedrà la luce un uomo nuovo – pacifico, tollerante, lavoratore – che vivrà in una società dove l’educazione generale sarà obbligatoria, esisterà l’uguaglianza tra i sessi, l’economia verrà pianificata; in questa prospettiva la pena di morte non potrà più esistere. Se Moro con l’Utopia critica soprattutto la condanna a morte dei ladri, Sebastian Castellion 3 con i suoi “Libelli” mette in discussione la legittimità della pena di morte inflitta agli eretici da parte dei protestanti affermando che ucciderli con un processo è come assassinarli per mandato, usando il giudice come mandante. L’autore sostiene inoltre che gli eretici non bisogna 2 MORO T., L’Utopia e la miglior forma di repubblica, traduzione di Tommaso Fiore, 1963. 3 Nato il 1515 e morto il 1563.
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L'Influenza Mediatica nella Pena di Morte

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Informazioni tesi

  Autore: Adriana Abbamonte
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Gianfranco Pecchinenda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 195

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