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La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974)

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7 Poste le basi da Marconi negli ultimi anni dell’Ottocento e inizialmente destinato a usi militari, questo nuovo medium prese immediatamente campo in tutta la società Occidentale più o meno industrializzata, costituendo, in concerto con la sperimentazione e la diffusione del cinematografo - precedente di un paio di decenni - l’avvento di una nuova era mediatica, quella dei “media elettrici”. Per la prima volta nella storia si assiste ad un’enorme contrazione dello spazio, ad una «ri-tribalizzazione» della società all’insegna del collettivismo 3 , di potenziali o effettive manipolazioni massificate delle idee, di omogeneizzazioni degli stili e delle aspettative di vita, tutti fenomeni politici e socio-culturali che ora raggiungono un’inedita portata a livello mondiale e che andranno a formare tutti quel nuovo complesso di fattori racchiusi sotto la denominazione comune di «industria culturale» 4 . Non a caso la radiofonia fu uno dei principali veicoli ideologici dei regimi totalitari della prima metà del Novecento, soprattutto in quei governi – vedi la politica mediatica attuata da Göebbels durante il decennio nazista - che intuirono da subito le enormi potenzialità “politiche” di strumento per il consenso di massa di cui il mezzo radiofonico era portatore. Ma, accanto a questo aspetto “collettivo”, a questo suo essere «tamburo tribale ritmato dai grandi stregoni dell’assolutismo politico» 5 , convive nella natura del mezzo un’altra dimensione, antitetica e simultanea alla prima, quella sfera privata che gli consente di parlare ad una vasta ed eterogenea platea e allo stesso tempo rivolgersi all’intimo di ogni singolo ascoltatore, ad ogni singola mente che gli si accosta, immagazzinando e rielaborando individualmente i contenuti recepiti. È a questa sfera percettiva, prettamente soggettiva, cui si fa riferimento quando si parla di un uso artistico del medium radiofonico, quando cioè si entra nel campo dell’immaginazione pura e semplice, della fantasia, della poesia, un campo che per sua stessa natura non può che essere esclusivamente individuale. 3 Cfr. Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Milano, il Saggiatore, 1967, p. 323. 4 Cfr. Edgar Morin, L’industria culturale, Bologna, Il Mulino, 1969. 5 Giampiero Gamaleri, Teorie della radio. Riflessioni sull’identità e l’ambiguità del mezzo, in La radio. Storia di sessant’anni, a cura di Franco Monteleone e Peppino Ortoleva, Torino, Eri, 1984, p. 64.

Anteprima della Tesi di Cristiano Minelli

Anteprima della tesi: La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974), Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristiano Minelli Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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