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La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974)

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8 Entrando nello spazio sonoro unidimensionale della poetica radiodrammatica si fa ingresso in una dimensione immaginativa che ti assorbe totalmente, dove le parole, i suoni e i rumori - dall’alto dell’inedito potere evocativo di cui vengono investiti in assenza di un qualsiasi referente visivo - acquistano un significato altro, nuovo, coinvolgendoti in maniera concreta in un processo attivo di creazione e rielaborazione parallelo e complementare all’ascolto. Elemento chiave atto ad innescare tutta questa serie di meccanismi mentali altro non è che la parola. Essa diviene nel teatro radiofonico prepotentemente protagonista, dovendo supplire con le sue dinamiche a tutti quegli aspetti che nel teatro tradizionale godono della “privilegiata” manifestazione visiva: gestualità, cambi di scena, prossemica ecc. Linguistica e paralinguistica assumono in questo contesto un ruolo preponderante, una funzione illustrativa cioè attraverso la quale tutta l’azione drammatica si dipana e si palesa nelle orecchie e nelle menti degli ascoltatori. Non a caso i risultati migliori nel campo radioteatrale italiano si sono cominciati ad avere dagli anni Cinquanta e Sessanta, quando, accanto a determinanti innovazioni tecnologiche nell’ambito radiofonico e musicale e a una maggiore consapevolezza maturata in seguito all’accresciuta volontà di valorizzazione di questa forma d’arte (vedi la creazione del Terzo Programma e del Premio Italia), sulla scia della significativa parentesi del Neorealismo cinematografico post-bellico e delle importanti riflessioni in materia linguistica di Carlo Emilio Gadda 6 e Pier Paolo Pasolini 7 , si iniziò ad avere una maggiore attenzione e un diverso tipo di approccio alle varie sfumature della parola parlata di uso quotidiano, alle inflessioni dialettali ed alle varie indicazioni paralinguistiche Naturalmente tutte queste tematiche fin qui appena accennate troveranno il loro adeguato sviluppo nell’arco di questo lavoro, il quale, nei poco più di quarant’anni in cui si è assistito all’intera parabola esistenziale di questa forma d’arte, si propone di illustrare come - lungo un tortuoso 6 Cfr. Carlo Emilio Gadda, Norme per la redazione di un testo radiofonico, in Id. Un radiodramma per modo di dire e scritti sullo spettacolo, Milano, Il Saggiatore, 1982. . 7 Cfr. Pier Paolo Pasolini, Manifesto per un nuovo teatro, in «Nuovi Argomenti», n. 9, 1968, pp. 6-22.

Anteprima della Tesi di Cristiano Minelli

Anteprima della tesi: La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974), Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristiano Minelli Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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