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Il Consiglio Straordinario di Stato in Sicilia

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9 L’idea generale che si poteva avere della Sicilia di allora era quella di una regione da tenere sotto controllo, i cui focolai sembravano in procinto di risvegliarsi da un momento all’altro: “polveriera d’Italia”, “scintilla elettrica”, 3 queste le definizioni coniate per descriverla, e non a torto. Certo è, infatti, che il periodo intercorrente tra la caduta di Palermo e le vicende risorgimentali era contraddistinto all’insegna dello slogan “rifare il ‘48”. 4 Sentore di tali allarmismi era l’atteggiamento tenuto dal Luogotenente del Regno Carlo Filangieri, principe di Satriano, il quale si preoccupava di offrire amnistia a molti tra i responsabili delle sommosse quarantottesche. Altre attenzioni lo stesso Filangieri le riservava al mantenimento del “porto franco” di Messina, all’esenzione dalla leva, 5 ed a quanto potesse giovare al quieto vivere. I siciliani, dal canto loro, non ci mettevano molto a capire che 3 Antonino Recupero, La Sicilia all’opposizione (1848-74), in Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità ad oggi. La Sicilia, a cura di M. Aymard, G. Giarrizzo, Torino, 1987, p. 50. 4 Ibidem. 5 Ibidem, p. 51.

Anteprima della Tesi di Marco Giacoppo

Anteprima della tesi: Il Consiglio Straordinario di Stato in Sicilia, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Giacoppo Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.