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Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino

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c. Le due redazioni Nella sua ricostruzione stemmatica della tradizione manoscritta del Tresor 18 , Carmody raggruppa i codici esaminati in due grandi ramificazioni scaturite da un archetipo molto simile al manoscritto T, collocato perciò al vertice dello stemma codicum e posto a base della sua edizione critica. Prescindendo dai criteri adottati dallo studioso per l’individuazione dei testimoni interpositi e quindi dei ‘piani bassi’ dello stemma, criteri piuttosto opinabili perché adducono come errori congiuntivi per lo più lezioni adiafore, la bipartizione raffigurata dal Carmody presenta una reale consistenza nella doppia redazione che qualifica l’opera brunettiana e che complica ulteriormente la già intricata questione della tradizione manoscritta del Tresor. La prima redazione fu compilata in Francia durante l’esilio di Brunetto Latini a seguito della sconfitta guelfa di Montaperti del 4 Settembre 1260, di cui l’autore venne a conoscenza sulla strada di ritorno dalla Spagna, reduce da un’ambasceria condotta presso Alfonso X di Castiglia; la disfatta della sua fazione politica e il timore della rappresaglia ghibellina, più che un’ingiunzione ufficiale, furono probabilmente all’origine del suo allontanamento da Firenze e dall’Italia, che il Sundby colloca tra il 4 e il 13 Settembre 19 . Stabilitosi a Parigi, come afferma il Boccaccio 20 , o a Bar-sur-Aube, come sembrerebbe attestare una lettera autografa 21 , o ancora ad Arras, come testimonia un’altra missiva olografa, e come indurrebbe a credere il consistente numero di codici del Tresor caratterizzati da forme piccarde 22 , Brunetto Latini fu accolto con tutti gli onori da un non meglio identificato “uomo 16 P. Beltrami, Per il testo del Tresor, cit., e Id., Tre schede sul Tresor. 1. Il sistema delle scienze e la struttura del Tresor. 2. Tresor e Tesoretto. 3. Aspetti della ricezione del Tresor, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa”, Classe di Lettere e Filosofia, s. III, 23, 1, 1993, pp. 115-90. 17 P. Torri, Sulla tradizione manoscritta cit. 18 Discussa nei contributi di Carmody citati in nn. 4 e 18 e riprodotta nella sua edizione critica a p. XXXVII. 19 Th. Sundby, Della vita cit., p. 9. 20 Boccaccio, Opere, Firenze (Napoli) 1724, vol. VI, pag. 289, citato in Th. Sundby, Della vita cit., p. 10, che sembra propendere per questa ipotesi, ammettendo tuttavia che “è [...] notevole che Brunetto in nessun luogo nomina Parigi, tranne in uno della Rettorica [...] dove sostituisce Parigi ad Atene” (Ibid., n. 2). 21 Edward J. L. Scott, “Brunetto Latini’s Home in France, A. D. 1260-6”, The Atheneum, 3654 (Novembre, 1897), p. 635, pubblicato anche in La Nazione, 2-3 December, 1897, citato in J. Bolton Holloway, Brunetto Latini and England, cit., p. 12, n. 5. 22 J. Bolton Holloway, Brunetto Latini and England, cit., pp. 12-3; cfr. inoltre supra, n. 4.

Anteprima della Tesi di Laura Annalisa Lucchi

Anteprima della tesi: Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Annalisa Lucchi Contatta »

Composta da 936 pagine.

 

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