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Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino

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ricco, onesto e saggio” 23 e intraprese la stesura del suo capolavoro principalmente come segno della sua riconoscenza. Tale stesura si protrasse per un periodo indeterminato, ma fu certamente ultimata prima del rimpatrio a seguito della battaglia di Benevento, che decretò, il 26 Febbraio 1266, la definitiva sconfitta e la morte di Manfredi, e invertì le sorti delle due parti avverse. I ghibellini fiorentini, allontanatisi dalla città il giorno di S. Martino del 1266 nel timore di prevedibili ritorsioni, vi rientrarono nel Gennaio 1267 non appena fu sancita una tregua tra le due fazioni, ma tornarono immediatamente sui loro passi poiché i Guelfi si erano frattanto appellati a re Carlo d’Angiò e il 17 Aprile 1267 era giunto a Firenze Guglielmo di Monfort. Essendo il momento più propizio, è improbabile che Brunetto Latini avesse indugiato oltre questa data il suo rientro, avvenuto quindi tra il 1266 e il 1267. Dal soggiorno francese lo scrittore fiorentino recava con sé un esemplare del Tresor tramandato attualmente da una quarantina di manoscritti, che riproducono la prima redazione e concludono la sezione storica con la battaglia di Montaperti e il conseguente esilio dei guelfi fiorentini e del loro illustre antesignano. Un numero meno cospicuo di codici rappresentante la seconda redazione lancia uno sguardo anche agli avvenimenti occorsi in Italia dal tempo di Berengario alla vittoria riportata da Carlo d’Angiò su Corradino nella battaglia di Tagliacozzo, ampliando così la sezione storica e aggiornandola fino a includere le vicende dell’Agosto 1268. Che si tratti di un rimaneggiamento dell’opera dovuta allo stesso Brunetto o di una delle frequenti dilatazioni testuali del Tresor, è certo che tali capitoli aggiuntivi sono opera di un guelfo che non nasconde la sua partigianeria. Gli studiosi hanno per lo più accolto la prima ipotesi 24 , adducendo l’estrema coerenza e la complessità con cui si 23 Th. Sundby, Della vita cit., p. 10. Tale personaggio è nominato con la medesima indeterminatezza nel Tresor (cito dal manoscritto It. 440, 13v 10-11): “quillo mastro Brunectu fech(e) questo libro p(er) amor(e) / de uno suo amico”. 24 Il Sundby (Della vita cit., p. 75) ad esempio ritiene verosimile che Brunetto, “reduce in Firenze, assoggettasse l’opera sua ad una revisione e le aggiungesse i capitoli in discorso”, e concorda con il metodo critico adottato dallo Chabaille per l’edizione dei suddetti capitoli, inseriti nel testo e non in appendice come certamente avrebbe fatto se li avesse ritenuti spuri. Anche il Carmody propende decisamente per questa ipotesi, ma la sua affermazione che l’esemplare rimaneggiato, “qu’on peut appeler l’original”, fosse esente da errori, lacune o interpolazioni, è priva di ogni fondamento (F. J. Carmody, Li Livres, cit., p. XXXVI), mentre “è ovvio [...] che gli errori di resa delle fonti che siano

Anteprima della Tesi di Laura Annalisa Lucchi

Anteprima della tesi: Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Annalisa Lucchi Contatta »

Composta da 936 pagine.

 

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