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La riforma Biagi del mercato del lavoro: i contratti a progetto

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12 Quella regolamentazione del mercato del lavoro, seppur benevola per i lavoratori e non affatto sproporzionata in termini economici e sociali rispetto al contesto in cui vide la sua genesi, colorò la variabile lavoro di una crescente rigidità. Nacque così il giusto, seppur intangibile, sinallagma tra prestazione e contribuzione, da un lato, e tra retribuzione e contribuzione dall’altro. Già allora, però, si cominciarono a delineare i tratti di una paradossale distinzione nel mercato del lavoro, che giungerà poi fino ai nostri giorni, tra categorie di lavoratori che svolgevano, o avevano svolto, un’attività subordinata stabile nel tempo e categorie di lavoratori che non avevano mai lavorato o lo avevano fatto esclusivamente “in nero”. Insomma, si notava già l’aire di un mercato del lavoro parallelo ed illegale rispetto a quello ufficiale, rigido e giustamente garantito. Nonostante la registrazione del contemporaneo sviluppo anche del lavoro autonomo, degli artigiani e dei commercianti soprattutto, il rapporto giuridico di lavoro subordinato assurse a modello tipo, polarizzante per l’intera legislazione in tema di rapporti di lavoro.

Anteprima della Tesi di Rosario Panzariello

Anteprima della tesi: La riforma Biagi del mercato del lavoro: i contratti a progetto, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosario Panzariello Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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