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I tragitti storici della ex Jugoslavia: la dialettica tra l’uno ed il molteplice. Tentazioni identitarie e tentativi di ricomposizione.

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6 costituiva una preoccupazione fondamentale per il ministero degli esteri di Vienna, il quale giustamente non la disgiungeva dalla strumentalizzazione del panslavismo attuata dalla Russia. Maturò in questo clima il progetto di annessione della Bosnia e dell’Erzegovina da parte dell’Austria. Queste province, all’estremità occidentale dell’impero ottomano, erano poste immediatamente al di là della sottile striscia costiera della Dalmazia e completavano l’accerchiamento di gran parte della piccola, ma geopoliticamente pericolosa, Serbia. Un’annessione come quella contemplata dall’Austria avrebbe inevitabilmente sollevato il problema serbo nonché quello della reazione russa a qualsiasi mutamento dello status quo balcanico. La situazione balcanica e in misura più limitata quella della Bosnia-Erzegovina, oltre ad essere un problema turco, era essenzialmente un problema austro-russo. Ciò che la fece maturare furono le condizioni interne dell’impero ottomano. Luglio 1875: la locale situazione di oppressione e malgoverno, comune a tutto l’impero ottomano, portarò allo scoppio di una rivolta in Bosnia, la quale attivò l’opportunismo di Vienna. Giugno 1876: Serbia e Montenegro, che avevano guardato con simpatia alla sollevazione bosniaca, mossero guerra alla Turchia. Luglio 1876: con la convenzione segreta di Reichstadt Austria e Russia si accordarono sulla risistemazione geopolitica dei Balcani in caso di vittoria serba; all’ampliamento di Serbia e Montenegro, ai compensi a favore della Grecia in Tessaglia e Creta nonché

Anteprima della Tesi di Gianluca Serra

Anteprima della tesi: I tragitti storici della ex Jugoslavia: la dialettica tra l’uno ed il molteplice. Tentazioni identitarie e tentativi di ricomposizione., Pagina 4

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Gianluca Serra Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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