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Vita, morte e ''miracoli'' dell'Economia e del (sotto) Sviluppo in Campania-1860/2004

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7 E' innegabile (fonti storiche e vestigia sono certificate e documentabili!) che quel territorio - che solo dai tempidel "risorgimento del Nord" è definito Mezzogiorno - sia stato una " macroregione" florida ed avanzata anche tecnologicamente, da tempi molto lontani (1130, se ci riferiamo all'epopea del grande Ruggero II) e fino all'affacciarsi del '900; secolo dal quale si pretenderebbe voler far partire la Storia d'Italia, che sia d'obbligo universalmente valida per tutti gli stati preunitari dal Nord al Sud della penisola, dimenticando che questi, ancor oggi identificano, per costumi e tradizioni, artigianato ed arte, prodotti D.O.C. e D.O.P., lingua e storia, le meravigliose ed indi-struttibili peculiarità e specificità di ognuno dei mille campanili della nostra variegata Nazione! Ci necessita, istituzionalmente, il requisito dell'onestà intellettuale per lo studio dei fenomeni del presente, possibile solo codificando e interpretando le funzioni sull'intera linea di traiettoria della freccia scoccata dal passato, come nel più razionale dei grafici dell'economia. Nel nostro caso meridiano, la traiettoria è più simile a quella disegnata da un sasso lanciato sulla superficie di un lago perché ne risulta un grafico di quelli detti a "cappello di Napoleone" che, solitamente, disegnano le fasi d'espansione, di boom e di decadimento di un'economia, di una civiltà. Senza animosità né rivendicazioni né sterili nostalgie ma in piena razionalità e verità occorre restituire alla Campania ed al Sud la sua Storia; le…RADICI!…per soprassedere, finalmente, ai logori e falsi luoghi comuni che indicano ancora "lombrosianamente" il Sud quale territorio popolato esclusivamente da "terroni", "malfattori" e "assistiti". Corre impellente l'esigenza di risvegliare nei meridionali la dignità della loro Storia - quella Veri-tà negata - perché la ignorano; fare in modo che questa Verità sia metabolizzata soprattutto dalla nuova generazione meridionale (la futura classe dirigente del Sud) magari inserendola senz'altro tabù e mistificazioni nei programmi scolastici degli istituti statali e privati d'ogni ordine e grado.Nella sua dotta recensione dell'opera "I Preziosi delle Due Sicilie" (presentata nel novembre 2003 presso la sede istituzionale del Parlamento Europeo in Bruxelles, durante il semestre di Presidenza Italiana, nell'ambito di un progetto culturale sulla meridionalità) l'illustre prof. Ezio Ghidini Citro, presidente del prestigioso Centro Studi di Arte e Cultura "Sebetia-ter" in Napoli, di tendenza murattiana e giacobina, quindi "non di parte", onestamente ritiene che "… La storia l'hanno scritta sempre i vincitori, ma non sempre hanno raccontato i fatti e le cose con obiettività e con realtà, spesso omettendo episodi o fatti che potevano creare dubbio d'ombre alla loro vittoria. E' sempre stato così, da quando è nato l'uomo. Noi italiani, siamo maestri nel creare eroi e mostri, nel manipolare la storia, i fatti e persino le ideologie politiche, ignorando od omettendo il percorso storico di un popolo. Una nazione come la Francia e la Gran Bretagna (con una tradizione nazionale di molti secoli) non ha mai ignorato la propria Storia, sia nel bene sia nel male - "Tutto ciò che ha segnato il cammino della nostra Patria: fatti, eventi, tragedie nazionali, va ricordato, perché appartiene alla nostra Storia e va rispettato, nell'interesse nazionale" - questo è quanto hanno detto e fatto i francesi e gli inglesi; gli italiani, no… anche perché la

Anteprima della Tesi di Marina Salvadore

Anteprima della tesi: Vita, morte e ''miracoli'' dell'Economia e del (sotto) Sviluppo in Campania-1860/2004, Pagina 3

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Marina Salvadore Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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