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Relazioni economiche Svizzera-EU: le conseguenze dell'adozione dell'Euro

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5 2- Il funzionalismo, dove vanno ricordati soprattutto i contributi dell’economista romeno David Mitrany ma soprattutto Jean Monnet, condivideva con i federalisti l’idea della necessità di superare le tradizionali divisioni nazionali, ma la via da seguire a tal fine era quella di uno sviluppo graduale della cooperazione internazionale in settori limitati ma via via più importanti dell’attività statale per avere un graduale trasferimento dei poteri dello Stato. 3- Il confederalismo voleva invece una cooperazione europea basata sulla concertazione intergovernativa. Dunque nessuna riduzione dei poteri dello Stato, ma piuttosto una decisioni di comune accordo su questioni di interesse generale. Sin da questi primi dibattiti, seppur ancora a carattere puramente teorico, in Svizzera non si avvertiva la necessità di partecipare al nascente processo integrativo dell’Europa occidentale, in quanto la neutralità nel corso dalla seconda guerra mondiale si era rivelata una scelta vincente, sia dal punto di vista politico sia, soprattutto, da quello economico, dato che l’economia, non toccata dalle distruzioni e dai costi del conflitto, era in un ottimo stato di salute soprattutto se rapportata a quelle dei vicini europei. Non deve sorprendere perciò la scelta di non aderire alle nascenti istituzioni europee quali il Consiglio d’Europa, istituito nel 1949 con l’obiettivo di “realizzare una più stretta unione tra gli stati europei”, e le tre comunità alla base della cooperazione economica europea: la CECA istituita nel 1950, l’Euratom (1957) e la CEE (1957). La Confederazione svizzera fu invece tra i firmatari del trattato che istituiva l’Unione Europea dei Pagamenti (UEP), un sistema di compensazione multilaterale dei saldi che faceva sì che i deficit o le eccedenze negli scambi bilaterali fossero consolidati a cadenza mensile in un unico saldo a debito o a credito nei confronti dell’Unione. Era anche prevista la concessione automatica di crediti in caso di squilibrio momentaneo della Bilancia dei Pagamenti. Ciò che in quell’epoca ha rappresentato un avvenimento importante dal punto di vista economico per la Svizzera è la creazione dell’EFTA (European Free Trade Association) nel 1960 con la Convenzione di Stoccolma. Sette furono i membri fondatori: Regno Unito, Danimarca, Svezia, Svizzera, Austria, Portogallo e Norvegia a cui si aggiunsero negli anni l’Islanda (1970), la Finlandia (1986) e il Liechtenstein (1995). L’istituzione dell’EFTA fu una risposta al progetto di Mercato Comune previsto dalla CEE ma, mentre l’obiettivo dei 6 paesi firmatari del trattato di Roma era quello della creazione di una unione doganale l’EFTA era, ed è, un’area di libero scambio dove i singoli paesi creano un’area di libero scambio tra loro ma mantengono libertà nella politica commerciale esterna. La spinta iniziale fu data soprattutto dal Regno Unito, da sempre scettico su una integrazione europea profonda e desideroso di mantenere i rapporti commerciali privilegiati con

Anteprima della Tesi di Davide Antonio Gandolfi

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Antonio Gandolfi Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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