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Il piacere della lettura: evocazioni letterarie e vocazione musicale. La narrativa di Alessandro Baricco

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4 CAPITOLO PRIMO CASTELLI DI RABBIA 1. 1 LA TRAMA Castelli di rabbia 1 , testo d’esordio di Alessandro Baricco, stabilisce un canone che sarà presente in tutta la successiva produzione dell’autore: la letteratura come puro racconto, come narrazione di storie. Secondo quest’ottica “lo scrittore si pone come cantastorie, come fabulatore, non come interprete di un mondo di cui cerchi una verità […]” 2 . Tale dimensione viene realizzata in primo luogo tramite l’eterogeneità “intesa sia come decentralizzazione, sincretismo, eclettismo, mancanza di profondità e senso, sia come molteplicità dei piani di narrazione e pluralità dei percorsi di lettura” 3 . Il luogo della narrazione è Quinnipak, una contrada inglese ottocentesca dove la bizzarria è, da sempre, un bene condiviso da tutti. Le vicende principali ruotano attorno a quattro personaggi: Pekisch, il signor Rail, Jun, Hector Horeau. Pekisch, direttore della banda cittadina, inventa uno strambo strumento: l’umanofono. Si tratta di una specie di organo in cui al posto delle canne suonano le persone. Ognuno emette una sua nota personale e Pekisch manovra il tutto da una rudimentale tastiera a cui i cantanti sono legati tramite un filo. Pekisch non ha una propria nota perché ha troppa musica in testa e, infatti, morirà quando tutta questa musica scoppierà suonando simultaneamente la sinfonia della sua vita. 1 A. BARICCO, Castelli di rabbia, Milano, Rizzoli, 1997, 2000 8 . 2 S. CONTARINI, Corrente et Controcorrente, in “Narrativa”, 1997, n. 12, p. 40. 3 Ibidem.

Anteprima della Tesi di Michela Mosole

Anteprima della tesi: Il piacere della lettura: evocazioni letterarie e vocazione musicale. La narrativa di Alessandro Baricco, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Michela Mosole Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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