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Antropologia Urbana e delle Società Complesse. Nuovi percorsi della ricerca antropologica contemporanea. Etnicità e razzismo nell'Inner City di Londra.

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6 Un aria di famiglia che consiste in generale nella scelta o meglio nella necessità dell'antropologia di orientarsi verso lo studio delle società complesse e/o urbane. Una necessità che scaturisce dalla consapevolezza di operare in un presente profondamente mutato rispetto allo scenario in cui si muoveva l' "antropologo classico" prima della fine della seconda guerra mondiale. Una situazione nuova generata fondamentalmente dall'espansione del sistema economico e culturale dell'occidente ,prima attraverso le armi degli eserciti coloniali dopo sui fili del "villaggio globale " , questa diffusione ha reso "complesso" ciò che una volta si riteneva semplice :le società tradizionali . In questa nuova situazione l'elemento urbano viene percepito sia come "immagine della società complessa", concettualizzando quindi la città come una "totalità" e come potenziale oggetto di studio in se stesso "(Pitto 1980), sia come risultato di questa complessificazione progressiva che è il mondo contemporaneo (Leeds 1972) . La pluralità delle etichette che abbiamo visto riflette uno sforzo di definizione di questi nuovi e strategici settori della ricerca antropologica . La difficoltà dell' operazione discende essenzialmente dal grande numero degli indirizzi di ricerca e dalla mancanza di forti coordinate teoriche che riescano a guidare questi nuovi percorsi. Questa pluralità di approcci è particolarmente avvertita in un campo "complesso" e "labirintico" per definizione come quello urbano; Judith Goode in un recente intervento su la rivista La Ricerca Folklorica afferma che : "i libri di testo più usati per l'insegnamento consistono in una serie di letture che sottolineano la diversità degli studi svolti sotto l'etichetta di antropologia urbana (Gmelch e Zener 1988 e Press e Smith 1980 )"(Goode 1990:75). Alla diversità delle ricerche corrisponde un analoga variabilità delle prospettive teoriche e quindi anche nelle etichette di identificazione di queste diverse prospettive ; ad esempio proprio nel libro della Eddy, ricordato all'inizio del paragrafo, troviamo tra i diversi saggi, quelli di Conrad Arensberg e Anthony Leeds che contengono "in nuce" due concezioni dell'antropologia urbana per certi versi opposta . Mentre Arensberg si sforzava di considerare le città come delle totalità, oggetti di studio in se stesse (Arensberg 1968), per una prospettiva di ricerca interculturale, Leeds invece andava alla ricerca di modelli teorici e metodologici per riuscire ad inserire la "totalità città" in una totalità ancora più vasta :la società nazionale di cui la singola città faceva parte; e sottolineava l'impossibilità di capire una città studiandola in se stessa, senza conoscere la situazione nazionale e sovranazionale in cui questa era

Anteprima della Tesi di Vincenzo Bitti

Anteprima della tesi: Antropologia Urbana e delle Società Complesse. Nuovi percorsi della ricerca antropologica contemporanea. Etnicità e razzismo nell'Inner City di Londra., Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vincenzo Bitti Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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