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Quando i media staccano la spina. Storia del blackout informativo durante gli ''anni di piombo''

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Capitolo I Lo “strabismo” dei media 18 proprio in quest’anno fa la propria mossa anche il “nero” 27 . Dopo meno di una settimana dal rilascio di Sossi, il 28 maggio a Brescia, in piazza della Loggia esplode una bomba durante una manifestazione sindacale, uccidendo otto persone. Il giorno dopo in tutta l’Italia, colpita dall’escalation di violenza e, come vedremo, ancora incapace di distinguere le opposte trame eversive per via dello stesso strabismo dei media, si svolge uno sciopero generale contro il terrorismo. Un altro ordigno esplode il 4 agosto sul treno Italicus in viaggio da Roma a Monaco di Baviera, uccidendo dodici persone e ferendone oltre cinquanta. Parallelamente, a Padova, il giovane magistrato Giovanni Tamburino conduce un’inchiesta che lo porta a distinguere i legami tra forze armate e servizi segreti con l’organizzazione neofascista “Rosa dei Venti”, istituita in previsione di un colpo di Stato. In ottobre Tamburino ordina l’arresto del generale Vito Miceli, ex capo del Sid. L’inchiesta viene trasferita repentinamente dalla Corte di Cassazione alla magistratura romana e, di fatto, insabbiata. Il momento nero della stampa periodica italiana Tra la fine del 1973 e l’inizio del 1974 inizia a raggiungere anche l’Italia la crisi economica dovuta allo “shock petrolifero” internazionale. La decisione dei paesi arabi produttori di quadruplicare in un sol colpo il prezzo dell’“oro nero”, a seguito della guerra arabo-israeliana, provoca anche in casa nostra un brusco calo della produzione industriale. Lo spettro della recessione, peraltro, trova terreno fertile in un paese già minato dall’enorme crescita della spesa pubblica e da un persistente ristagno produttivo, dovuto in parte anche alla costante conflittualità sindacale. Del resto, sono questi gli anni in cui l’inflazione galoppa ad una media di oltre il 20 per cento annuo e in cui la parola d’ordine dei governi di Giulio Andreotti (’72-’73) e Mariano Rumor (’73-’74) è “austerity”. “L'italiano si chiede quanto durerà quest’inopinato ‘revival’ del tempo di guerra, con usi, costumi e paesaggio urbano degli anni Quaranta; con l’auto diventata un lusso (persino le utilitarie sono tassate), le città oscurate, il riscaldamento problematico, la disagevole riconversione degli svaghi, e la coda ai negozi che vendono il semplice zucchero. In più deve sorbirsi tanti ‘appelli patriottici’ che invitano allo spirito di sacrificio” (www.cronologia.it). In tale contesto un settore più degli altri appare in seria difficoltà ed è proprio quello della carta stampata. Tra il 1965 e il 1975 i mensili diffusi sul suolo nazionale passano da 2579 a 2466, i settimanali da 606 a 512, i quotidiani da 117 a 105, toccando l’abisso di 76 nel 1972. Per di più nello stesso anno i fogli a diffusione nazionale vengono a trovarsi “concentrati” per l’ottanta per cento nelle mani di quattro soli gruppi finanziari: Ifi-Fiat, Monti, Eni e Sir-Rumianca 28 . Tabella 4 29 – Periodici pubblicati in Italia (1965-1975): Anni Quotidiani Settimanali Quindicinali Mensili Plurimensili Altro Totale 1965 117 606 586 2579 3116 436 7705 1970 114 587 685 2726 3290 417 8118 1975 105 512 603 2466 2632 891 7514 In generale la prima metà degli anni ’70 appare come il periodo più buio per l’editoria periodica italiana. I motivi? A livello economico sembra ormai schiava dell’“assistenzialismo” statale e incapace di far fronte da sola ai costi di produzione. A tale conclusione giunge l’indagine conoscitiva sui problemi dell’informazione a mezzo stampa, inaugurata dalla Commissione Affari Interni della Camera dei deputati il 9 ottobre del 1973 e conclusasi il 17 aprile 1974, anche qui un giorno prima del sequestro Sossi. Ma c’è di più, come nota già nel 1971 l’allora segretario della Democrazia cristiana Flaminio 27 S. Zavoli, La notte cit., p. 417. 28 U. Bellocchi, Storia del giornalismo italiano, Edison, Bologna, 1980, 7, p. 341. 29 Istituto Centrale di Statistica, Sommario di statistiche storiche 1926-1985, Istat, Roma, 1986, p. 98.
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Quando i media staccano la spina. Storia del blackout informativo durante gli ''anni di piombo''

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Informazioni tesi

  Autore: Gilberto Mastromatteo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Paola Magnarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 282

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