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La fiaba autoriflessiva: il cinema di Tim Burton

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13 enunciativa in questo incipit è molto forte, Burton non si risparmia angolazioni atipiche e movimenti di macchina improvvisi che “rendono manifesta la presenza di un dispositivo” 9 (cioè la macchina da presa) fin da subito, catalizzando l’attenzione dello spettatore non solo sul “cosa” viene mostrato, ma soprattutto sul “come”. L’intera scena è accompagnata da una musica extradiegetica che rafforza il contenuto delle immagini, contenuto che, come scopriamo solo con l’ultima inquadratura, è di stampo onirico. Quello che apre il film, infatti, è un sogno del protagonista che, grazie alla sua amata bicicletta, sale sul podio del Tour de France, acclamato dalla folla festante. Con l’ultima inquadratura dell’incipit lo spettatore si “risveglia” insieme al protagonista, rendendosi conto che quello che sta vedendo non è il film, ma un film nel film. Possiamo infatti affermare che ogni sogno ha un contenuto diegetico. “La storia del film si sviluppa sempre chiaramente, è una storia raccontata, una storia, insomma, che è rivestita da una narrazione. La storia del sogno è una storia pura, una storia senza narrazione, che affiora nel tumulto o nelle tenebre, una storia che non viene a formare alcuna istanza narrativa, una storia che non viene da nessun posto, che nessuno racconta a nessuno. E tuttavia è ancora una storia” 10 . Il sogno è quindi a tutti gli effetti un racconto secondo per quanto riguarda l’effetto di “frattura” che causa nella diegesi, e per questo è assimilabile alle altre forme di raddoppiamento e di riflessione di cui Metz evidenzia la natura enunciativa, seppur specificando che esistono diversi gradi di forza enunciativa a seconda del rapporto che lega il racconto primo e i racconti secondi incastonati in esso (il grado forte sarà la mise in abyme più pura, “quando il film nel film è il film 9 Christian Metz, L’enunciazione impersonale o il luogo del film, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1995, p. 42 10 Christian Metz, Cinema e psicanalisi. Il significante immaginario, Venezia, Marsilio Editori, 1980, pp. 115-116
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La fiaba autoriflessiva: il cinema di Tim Burton

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina D'amico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Lorenzo Cuccu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 341

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autorialità
cinema
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