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Vantaggio competitivo, management e qualità

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9 1.2 SOCIETÀ INDUSTRIALE E POSTINDUSTRIALE È certamente difficile tracciare il passaggio dalla società industriale a quella postindustriale poiché tra queste non vi sono linee nette di demarcazione. Vengono di seguito evidenziate le caratteristiche generali di entrambe le società, una sorta di modelli ideali utili ai fini interpretativi, ma che non pretendono una raffigurazione completa ed esaustiva della realtà. Quest’ultima è troppo complessa ed articolata, difficilmente imprigionabile in modelli rigidi e statici. Allo stato attuale si assiste ad una compresenza di modelli coesistenti; non esiste, infatti, una netta demarcazione, né è possibile storicizzarli. L’intento è comunque quello di fornire, una fotografia dei due tipi di società in modo da individuarne le caratteristiche essenziali. L’analisi prende avvio dall’autore che in modo più incisivo ne ha analizzato le peculiarità: Alvin Toffler, che in un suo celebre libro descrive le caratteristiche di ognuna di esse e le loro differenze. L’evoluzione sociale, per l’autore statunitense, ha attraversato tre ondate fondamentali: 2 • la “prima ondata”: rappresenta il lungo arco di tempo nel quale affonda le radici la società rurale; • la “seconda ondata”: è costituita sui principi e sulle attività della società industriale; • la “terza ondata”: fa riferimento al cambiamento di valori dell’era postindustriale. La società, secondo Toffler, è un aggregato molto complesso di fattori di contenuto differente: fattori di tipo economico, psicologico, politico e culturale. Da ognuno di questi singoli fattori è possibile isolare alcune forze, che l’autore chiama “driven forces”, 3 cioè forze guida, le quali intervengono in modo preponderante e forniscono l’impulso principale al cambiamento nella fase della “terza ondata”. La società agricola, basata sulla coltivazione e sullo sfruttamento diretto delle risorse naturali, è tipicamente conservativa: istituzioni, valori, stili di vita e sistemi di controllo sociale tendono a mantenere lo status quo. Le istituzioni chiave sono la famiglia patriarcale, la comunità e la chiesa. La mobilità sociale è scarsa in quanto basata sulle differenziazioni di nascita e di casta. In questo tipo di società il luogo di vita coincide con il luogo di lavoro. La società industriale, che caratterizza l’epoca compresa tra la metà del Settecento e la metà del Novecento, è economicamente basata sulla produzione e distribuzione di beni; è contraddistinta inoltre dalla nascita di grandi agglomerati urbani: masse di lavoratori salariati si concentrano nelle città industrializzate creando in tal modo una netta divisione tra luogo di lavoro e luogo di vita. La bottega artigiana, tipica della società agricola, è sostituita dalla fabbrica e dall’ufficio. Gli addetti del settore secondario aumentano di numero rispetto agli addetti del settore primario e terziario. Si assiste all’entrata di nuovi attori sociali: imprenditori, lavoratori, sindacati. Aumenta la produzione di massa, stimolata dal consumismo, e con essa si sviluppano metodi di razionalizzazione e scientificizzazione dell’organizzazione del lavoro. La divisione del lavoro e la misurazione dei tempi diventano le regole del modello organizzativo seguito dall’industria. Il lavoro, così parcellizzato, fa crescere a ritmi precedentemente inimmaginabili la produttività, ma l’alienazione e lo sfruttamento sono il prezzo da pagare. Toffler, descrive la società industriale analizzando in modo dettagliato gli elementi 4 che la contraddistinguono: • la “standardizzazione”, che si è compiuta nell’ambito dei prodotti e dei mezzi di produzione, nei sistemi distributivi e nei gusti, è resa possibile attraverso il perfezionamento dei metodi di misurazione; • la “specializzazione”, originata dalla divisione di un numero prefissato di prestazioni, che deve seguire ogni lavoratore nel processo di operazioni parcellizzate della fabbrica ad impostazione tayloristica; • la “sincronizzazione”, in altre parole, l’assoggettamento di tutti i tipi di attività, economiche e non, al vincolo dei ritmi della catena di montaggio e, più in generale, alle cadenze temporali definite dall’inizio e dalla fine di determinate azioni; 2 Cfr. Toffler A., The Third Wave, Pan Books, London 1981, p. 24. 3 Cfr. Toffler A., The Third Wave, Pan Books, London 1981, p. 28. 4 Cfr. Toffler A., The Third Wave, Pan Books, London 1981, pp. 60 ss.
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Vantaggio competitivo, management e qualità

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Cannia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Domenico De Masi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 202

FAQ

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