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I Toubou del Ciad, "razza fossile vivente": valutazioni sul turismo etnologico esistente e potenziale

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10 QUADRO STORICO Il Ciad ha una storia estremamente lunga: è il paese del pianeta in cui si è trovato lo scheletro umanoide più antico in assoluto (datato quasi 7 milioni di anni). Qualche dato più concreto è riferibile all’epoca della glaciazione di Würm (150.000-10.000 anni fa), che è stata anche l’ultima vissuta dalla Terra: in questo periodo la regione considerata presentava delle condizioni morfologiche e climatiche ben diverse dalle odierne, molto più favorevoli all’insediamento umano. La vegetazione era rigogliosa e la fauna molto ricca: diverse incisioni rinvenute su pareti rocciose mostrano come anticamente la zona fosse popolata da elefanti, rinoceronti, giraffe, cavalli e cammelli; mentre al giorno d’oggi solo quest’ultima razza riesce ancora a sopravvivere al clima desertico. I graffiti rivelano anche la somiglianza dei primi abitanti della zona con gli attuali Boscimani. Successivamente ci furono diverse ondate di migrazioni da e per il Ciad e gli autoctoni si mescolarono con le nuove etnie, dando origine alle stirpi paleonegridi. Una prima forma di struttura politica unitaria si può ravvisare solo a partire dall’VIII secolo d.C., quando i Sao - che inizialmente si installarono nel bacino del fiume Chari - crearono uno Stato che comprendeva i territori a nord/nord-est del lago Ciad. Ma nel XII secolo altre popolazioni ebbero la meglio e una serie di regni islamizzati (Kanem-Bornou, Ouaddaï, Baghirmi e Dārfūr) iniziò a susseguirsi. In particolare il Kanem-Bornou e l’Ouaddaï si scontrarono per secoli, cercando - invano - di ottenere il dominio complessivo della regione. Il diciannovesimo secolo vide svolgersi le prime esplorazioni europee, mentre un conquistatore sudanese, Rabah Zubair, soggiogava l’area. Le sue mire espansionistiche subirono un brusco arresto a causa dell’invasione francese: durante un attacco perpetrato dalle truppe dell’Esagono comandate dal maggiore Lamy, l’arabo perse la vita. Le lotte non cessarono fino al 1910, quando il Ciad entrò a far parte dell’AEF (Federazione dell’Africa Equatoriale Francese); ma solo nel 1920 il paese divenne una colonia ufficiale. I francesi erano interessati solo al “Ciad utile”, cioè alle regioni meridionali, più sfruttabili economicamente, di modo che il nord - sebbene occupato a partire dal 1924 1 - fu totalmente trascurato e non rientrò nei progetti attuati per sviluppare il paese (sia dal punto di vista economico che culturale). Il 28 novembre 1958 il territorio divenne, con il nome di Repubblica del Ciad, uno Stato Membro della Comunità Francese, acquistando finalmente l’autonomia. Ma solo due anni dopo, l’11 agosto 1960, il Ciad fu proclamato indipendente dal primo presidente François Tombalbaye, che instaurò un regime monopartitico. I conflitti tra la classe dirigente - per la maggior parte sudanese - e i musulmani del nord si acuirono brutalmente e nel 1966 venne fondato dai nordisti il Fronte di Liberazione Nazionale del Ciad 1 Il massiccio del Tibesti però rientrò sotto il dominio francese solo nel 1930.
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Scalini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze Turistiche
  Relatore: Giovanna Rocca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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