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I Toubou del Ciad, "razza fossile vivente": valutazioni sul turismo etnologico esistente e potenziale

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11 (FROLINAT), che lottava per ottenere l’attuazione di un programma politico scandito in otto punti. Essenzialmente si desiderava eliminare ogni tipo di influenza francese, instaurando un “governo di coalizione nazionale, democratico e popolare”. Il movimento si spaccò in due fronti con l’arrivo di Goukoni Weddeye, quarto figlio del capo spirituale dei Toubou e funzionario statale, che già nel 1974 decise di cedere il suo posto di comandante a Hissen Habré, sempre di origine Toubou. Questi due uomini si fecero notare dal mondo intero per il sequestro dell’etnologa francese Françoise Claustre, che tennero imprigionata nelle “zone libere” del Tibesti per più di due anni. Questo avvenimento fece scaturire forti divergenze tra i due, determinanti per il futuro del paese. Le cose si complicarono con l’assassinio del presidente Tombalbaye nel 1975 e il colpo di stato del generale Félix Malloum, che, una volta al potere, non riuscì minimamente a placare la guerra civile. Cercando l’appoggio delle regioni settentrionali, nominò Habré primo ministro, che nel giro di un anno si rivoltò contro di lui. Nel novembre del 1979 si creò un Governo Nazionale Unito di Transizione (GUNT) che vide come presidente Goukoni, come vice presidente il colonnello sudista Kamaougue e come ministro della difesa Habré. Quest’ultimo tentò nuovamente un colpo di stato, ma come risultato ottenne l’allontanamento, che durò fino al 1982. In quell’anno Hissen Habré rinnovò l’offensiva e, in seguito a combattimenti sanguinosi, le sue truppe conquistarono la capitale. Tutta la sua dittatura, che durò fino al 1990, fu caratterizzata da una brutale violenza: in otto anni fece uccidere 40.000 persone. Il suo regno si basò sullo spionaggio dei rivali e su una massacrante repressione: gli svariati enti creati per assicurare la sua incolumità e la stabilità del suo governo erano composti da individui reclutati esclusivamente tra gli Zaghawa e tra i Toubou. Se Habré era la mente, il suo braccio era costituito da Idriss Deby, uno dei suoi comandanti. Deby si rivoltò a sua volta e cercò di sovvertire illegittimamente l’organizzazione istituzionale del paese: il colpo di stato, però, non ebbe successo e solo dopo una nuova ribellione organizzata in Dārfūr riuscì a spodestare Habré, costringendolo a rinunciare alla sua carica. Il nuovo leader politico fece perdurare la politica del terrore e, usurpando la funzione di giudici e poliziotti, fece uccidere in maniera totalmente arbitraria giornalisti, rappresentanti delle associazioni dei diritti dell’uomo e migliaia di normalissime persone. Le prime elezioni libere multipartitiche si svolsero nel 1996, in un paese ancora in preda alla violenza: le procedure elettive però furono manipolate e le svariate irregolarità permisero a Deby di restare al potere. Il 1996 fu un anno importante anche per via dell’approvazione - per mezzo di un referendum popolare - della nuova costituzione del Ciad. Deby riuscì ad ottenere anche l’appoggio della Banca Mondiale, che elargì dei notevoli quantitativi di denaro per promuovere delle riforme economiche, principalmente per un oleodotto necessario al

Anteprima della Tesi di Chiara Scalini

Anteprima della tesi: I Toubou del Ciad, "razza fossile vivente": valutazioni sul turismo etnologico esistente e potenziale, Pagina 11

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Chiara Scalini Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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