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Bergson e Lévinas: emozione creatrice ed alterità

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18 EMMANUEL LÉVINAS § 5. Il Desiderio, il Medesimo, l’Altro Le prime frasi di Totalità e Infinito sono dedicate proprio ad una definizione della metafisica, nell’accezione generale che essa ha avuto nella storia del pensiero: «La vera vita è assente». Ma noi siamo al mondo. La metafisica sorge e si mantiene in questo alibi. Essa è rivolta all’«altrove», e all’ «altrimenti», e «all’altro». Nella forma più generale sotto la quale si è presentata nella storia del pensiero, essa appare infatti come un movimento che parte da un mondo che ci è familiare — quali che siano le terre ancora sconosciute che lo circondano o che nasconde — da una casa «nostra» e nella quale abitiamo, e va verso una casa «non-nostra» ed estranea, verso un laggiù 19 . Lévinas comincia quella che può essere considerata la sua summa filosofica distinguendo i desideri che abbiamo comunemente, che in fondo sono dei bisogni, dal Desiderio dell’assolutamente altro, di qualcosa di cui non abbiamo mai avuto conoscenza, di cui non possiamo avere nostalgia, che a differenza di un bisogno non può mai essere appagato. Il Desiderio è invisibile, e l’incontro con esso non può essere anticipato col pensiero, non possiamo prefigurarcelo. Non si può soddisfare il desiderio dell’Altro ed è proprio questo fatto che garantisce «l’allontanamento, l’alterità e l’esteriorità dell’Altro» 20 . Fra il Medesimo e l’Altro può attuarsi un rapporto capace di mantenere i due termini esteriori l’uno all’altro. 19 E.Lévinas, Totalitè et Infini, Nijhoff, La Haye, 1961, trad. it. di A. dell’Asta, Totalità e infinito, Jaca Book, Milano 1980, p. 31 20 Ibi, p. 32

Anteprima della Tesi di Davide Fugante

Anteprima della tesi: Bergson e Lévinas: emozione creatrice ed alterità, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Davide Fugante Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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