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Bergson e Lévinas: emozione creatrice ed alterità

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6 D’altro canto, però, ci si può chiedere anche se sia attuabile una morale che ruoti attorno all’incontro con Altri senza il supporto di un’emozione che spinga, davanti alla chiamata dell’Altro, ad essere concretamente etici nei suoi confronti, a rispondergli e a mettersi in gioco, fatto che, secondo gli insegnamenti di Bergson, non può trovare le sue cause semplicemente nella consapevolezza di cosa è giusto, nel rendersi conto di quale sia l’etica autentica e di quali siano i miei obblighi morali. È opportuno rilevare che entrambi i filosofi hanno sviluppato una concezione della morale a-sistematica, più vicina ad un approccio fenomenologico che non ad una articolata speculazione teorica. Proprio per questo motivo il tema dell’immediatezza, che, come si vedrà, ha molto a che vedere con l’etica, è fondamentale in entrambi i pensatori nonché fonte di profonde differenze. Sia Bergson che Lévinas pongono infatti l’origine della morale autentica in un evento ben preciso e immediato: il primo nell’attrazione esercitata da un’emozione creatrice e il secondo nell’incontro con un Volto. Ambedue questi “eventi” sono primi, all’origine della morale e non se ne può indagare ulteriormente il perché. Silvano Petrosino scrive a tal proposito, commentando Lévinas: «…Non è possibile spiegare il perché della presenza degli altri, ma solo mostrare il significato e le conseguenze di questa presenza; per Lévinas tale presenza indica un ulteriore sviluppo di quel reale che si è mostrato muto nell’essere e rinchiuso in un solo mondo nell’io. Attraverso la presenza degli altri il reale si apre ad una nuova possibilità: da questo punto di vista gli altri sono, per Lévinas, un lusso, un’eccedenza rispetto al mondo dell’io così come l’io, il proprio, è in una certa misura un lusso rispetto all’anomicità dell’essere» 1 . Ho ritenuto proficuo un confronto fra questi due pensatori, entrambi ebrei francesi, che hanno formulato concezioni così originali, così radicalmente diverse, eppure per certi versi “complementari” di ciò che sta alla base dell’etica e, di conseguenza, della sua struttura. Nel primo capitolo mi sono occupato dell’impostazione metafisica nei due autori. Per quanto riguarda Bergson questo ha significato sostanzialmente affrontare la teoria della conoscenza e cioè, principalmente, i concetti di relativo, assoluto, intuizione e durata, temi fondamentali e imprescindibili per qualunque discorso riguardante questo filosofo e, in particolare, indispensabili per potersi occupare dell’emozione creatrice e della struttura della morale, concetti, come si vedrà, profondamente ancorati ad essi. 1 S. Petrosino, La fenomenologia dell’unico, saggio introduttivo a Totalità e infinito, p. XLV, nota 92
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Bergson e Lévinas: emozione creatrice ed alterità

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Fugante
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Vincenzo Costa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

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