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Tragedie a lieto fine del primo Settecento

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16 Il fine è lieto, e però più confacente al moderno genio e più grazioso: ma è però preceduto dal pericolo estremo del principal Personaggio. Di lieto fine è il Filottete di Sofocle, e così l’Oreste di Euripide, e l’Alcesti, e l’Ifigenia in Aulide, e in Tauri, e l’Elena. 11 Il lieto fine, pertanto, è difeso contro Aristotele, perché autorizzato dalla pratica degli antichi tragici: esistevano antecedenti sicuri nelle tragedie Greche, che non solo erano testimoniati dalla Poetica stessa, ma che erano sotto gli occhi di tutti e si potevano leggere, e ciò era più che sufficiente a legittimare la violazione ad un precetto aristotelico in nome dei modelli letterari. Così accettare, quando non addirittura prediligere, il lieto fine, significava anteporre la pratica alle teorie, i testi alle grammatiche. Un’ultima osservazione è d’obbligo. In quasi tutte le tragedie greche a lieto fine è già presente quella che diverrà una costante in tutti i testi settecenteschi a scioglimento felice: il lutto mancato. Uno dei protagonisti rischia la morte ed è salvato in extremis, di solito grazie all’agnizione che risolve l’intreccio. E’ il caso dell’Oreste, dello Ione, dell’Ifigenia in Tauride, nonché del perduto Cresfonte di Euripide. Ma si potevano avere anche lutti mancati senza agnizione, come l’Alcesti, l’Ifigenia in Aulide, dello stesso autore, o il Filottete di Sofocle, dove se ne trovano due: il minacciato suicidio di Filottete e la tentata uccisione di Ulisse da parte di costui. L’espediente della morte mancata, che mirava ad ingannare le attese degli spettatori, fino ai limiti della simulazione di lutti che erano dati per avvenuti, al di là dell’influenza dei singoli modelli, nel Settecento passerà anche a quelle tragedie a lieto fine che non disponevano di un diretto antecedente greco, e prima ancora a tutti gli intrecci non tragici a scioglimento felice, per poi tornare alla tragedia attraverso la più recente influenza del Melodramma e della Favola Pastorale, in un percorso per così dire ciclico. 11 S. MAFFEI, Annotazioni alla Merope in ID., La Merope con annotazioni dell’autore e con la sua risposta alla lettera del Sig. di Voltaire,Verona, D. Ramanzini,1745 pag. 144. Corsivo nostro.
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Tragedie a lieto fine del primo Settecento

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Informazioni tesi

  Autore: Simona Buonomano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Beatrice Alfonzetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 473

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Parole chiave

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drammaturgia
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settecento
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tragedia

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