Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Tre personaggi etici del cinema di Alberto Sordi: Il vigile, Una vita difficile, Il commissario

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

13 potrebbe fare da seguito al non meno efficace “Tutti a casa” (1961) di Comencini. Tutte queste interpretazioni non possono passare in second’ordine nella carriera di Alberto Sordi. Le commedie interpretate da Sordi ruotano principalmente attorno al contrasto tragi- comico, sia narrativo che figurativo, come dice Fofi 25 , fra un “solo”, l’individuo, e un “tutti”, la società (di oggi e di ieri). E’ un contrasto continuo, inevitabile e senza soluzione, e si svolge sempre e dappertutto, soprattutto in luoghi tipici del nuovo benessere quali l’automobile, la festa borghese, la spiaggia o peggio, al fronte e nella trincea, o addirittura durante un funerale. La società dei consumi tenta in ogni modo di catturare l’individuo, di annetterselo,di portargli via la principale ricchezza,cioè la personalità. E l’individuo? Talora cede alle lusinghe e talvolta vi sfugge. Spesso, per salvarsi, l’unica via è la morte, ma anche dopo la morte l’opposizione continua, come nel finale de “La grande guerra”,dove i corpi senza vita di Sordi e Gassman giacciono inermi vicino un muro, nella totale indifferenza delle truppe che proseguono la marcia. 26 A questo proposito Alberto Sordi disse in Storia di un commediante: Pensai che avrei potuto ricoprire tanti ruoli, perché la gente che si incontra per strada, in tram, in trattoria, avrebbe ispirato le mie storie con le sue stesse storie. Meglio di qualsiasi libro e di qualsiasi trattato di cinema. Capii che quella gente la dovevo rappresentare io e nel più breve tempo possibile. Mi prese una gran furia, come una specie di ondata. Avevo voglia di far vedere gli uomini com’erano nella realtà, con tutti i loro difetti, ma anche con i loro pregi,e quando mi calavo nei personaggi da me ideati,scoprendo in loro delle somiglianze con aspetti del mio comportamento,mi guardavo allo specchio e mi vergognavo talvolta di me stesso. “Che carogne che siamo” pensavo tra me, e aumentava il desiderio di fustigare, di distruggere i miti.Incominciai così un genere nuovo che faceva ridere di cose realistiche. Un genere demolitore, il mio genere per intenderci, e finalmente potei esprimermi in pieno come desideravo 27 . 25 Goffredo Fofi, “Alberto Sordi”, Mondadori, Milano, 2003. 26 Masolino d’Amico, “La commedia all’italiana”, cit., p. 64. 27 Alberto Sordi a Maria Antonietta Schiavina, “Storia di un commediante”, Baldini & Castoldi, Milano, 1999, cit.,pp. 78-79.

Anteprima della Tesi di Salvatore Molignano

Anteprima della tesi: Tre personaggi etici del cinema di Alberto Sordi: Il vigile, Una vita difficile, Il commissario, Pagina 10

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Salvatore Molignano Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4041 click dal 15/03/2005.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.